Domenica 13 settembre

Liberi dentro - Eduradio

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conduzione: Francesca Candioli e Maria Caterina Bombarda

in studio: Orietta Venturi (assistente sociale); Danila Griso (AVOC); Marcello Mattè; Serena Dibiase; Massimo Parisi (DAP Roma).

Eccoci giunti alla 2° edizione estiva dei “Week end di Liberi dentro – Eduradio” la nostra trasmissione dedicata al carcere e alla cittadinanza, che andrà in onda fino a settembre, in cui ci siamo dati come obiettivo quello di riprendere in mano, anche durante l’estate, le attività didattiche, rieducative e di vicinanza spirituale ai detenuti.

Come preannunciato sabato scorso, abbiamo sul nostro programma l’onore di avere inserita nel nostro cartellone una nuova rubrica di “Promozione salute” a cura dell’AUSL di Bologna che opera all’interno della Casa circondariale Rocco D’Amato di Bologna. Per noi di Eduradio è importante, infatti, non solo fare didattica, cultura e informazione per il carcere e la cittadinanza, ma anche parlare di “servizi”, di “diritti” e di tutto ciò che può essere utile alla vita di chi si trova temporaneamente dentro le mura carcerarie. Per cui oggi, dopo aver ascoltato le ultime due puntate scorse sul servizio sanitario e sulla prescrizione dei farmaci all’interno del carcere, continuiamo il nostro percorso salute sul tema comunità e percorsi alternativi per la cura delle tossicodipendenze. E lo facciamo con una nuova ospite: Orietta Venturi, assistente sociale del dipartimento di salute mentale, che lavora in carcere dal 93 ed è coordinatrice dell’equipe Servizio per le tossicodipendenze (SERT) in carcere e anche collaboratrice negli ultimi anni con l’equipe di salute mentale.

Poi continuiamo sulle nostre onde con una notizia fresca che ci viene proprio dalla nostra redazione: perché proprio ieri sera, 12 settembre, con una piccola delegazione di Eduradio abbiamo parlato del nostro progetto finalmente in una conferenza dal vivo, ospiti a Faenza che come altre città già dall’estate ha cominciato le proprie trasmissioni per il carcere e la cittadinanza grazie alle sinergie che si sono create con noi e al coinvolgimento di varie associazioni giovanili tutte molto attive sulla città. Proseguiamo poi con la spiritualità laica con Marcello Mattè e con Danila, storica volontaria dell’Avoc per la rubrica “un’estate di letture”; per passare poi alla lettera di Giulia dal carcere della Giudecca (a cura di Serena Dibiase) sul tema: carcere e maternità.

Infine, chiudiamo con un’intervista che prende le  mosse da un progetto educativo “Religioni per la cittadinanza” realizzato tra gennaio e giugno 2019, rivolto ai detenuti del penale e dell’alta sicurezza. Ciò che è scaturito da questo studio è una ricerca qualitativa sull’emersione della religiosità in detenzione, analizzandone le potenzialità e le criticità. Lorenzo Stanzani, regista bolognese, ha documentato l’intera esperienza in un film intitolato “Nel bene e nel male – Dio in carcere”. Quella che ascolterete è un pezzo di intervista a Massimo Parisi, direttore generale del personale del Dipartimento di Amministrazione Penitenziaria (DAP) e dal 1993 vice-direttore nel carcere di Milano Opera (ha servito poi come di direttore a Sondrio, Voghera, Monza, Milano Bollate, e infine come Provveditore Regionale alla Calabria). Al nostro ospite abbiamo chiesto di parlarci a partire dalla sua estesa ed approfondita conoscenza delle problematiche carcerarie, a proposito del nodo del ruolo della dimensione religiosa nella condizione detentiva.

Sabato 12 settembre

Liberi dentro - Eduradio

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conduzione: Francesca Candioli e Maria Caterina Bombarda

in studio: Maria Inglese (psichiatra USL di Parma); Stefania e Rossana (CPIA); Roberta Li Calzi e Silvia Lombardi (campionessa di Taekwondo); Serena Dibiase; mons. Bregantini.

Eccoci giunti alla 2° edizione estiva dei “Week end di Liberi dentro – Eduradio” la nostra trasmissione dedicata al carcere e alla cittadinanza, che andrà in onda fino a settembre, in cui ci siamo dati come obiettivo quello di riprendere in mano, anche durante l’estate, le attività didattiche, rieducative e di vicinanza spirituale ai detenuti.

Oggi apriamo a partire dalla cronaca, da una notizia degli ultimi giorni che riguarda la tragica morte di Willy Duarte, il ragazzo di origini capoverdiane rimasto ucciso nella notte tra sabato e domenica scorsa, calci e pugni per aver difeso un amico a Colleferro, nella periferia a sud di Roma. I suoi aggressori si sono accaniti cinque contro uno, sferrando calci mirati al cranio, uno dei quali è risultato fatale. I magistrati adesso indagheranno sulla presunta aggravante razziale. Ma commentiamo questa notizia con un’ospite: Maria Inglese, psichiatra dell’azienda Usl di Parma, con cui ora vorremmo analizzare un altro aspetto importante di questa vicenda: siamo di fronte a una notizia terribile, specie perché gli autori di questo omicidio sono dei giovanissimi che ora si trovano al carcere di Rebibbia e che dopo ore di interrogatorio non hanno dato nessuna spiegazione, nessuna ragione in difesa della loro condotta: e che alla domanda «perché?» hanno preferito il silenzio.

Continuiamo poi con la  nostra rubrica di didattica a cura del Cpia con un’altra lezione sull’allenamento sportivo da fare anche in spazi ristretti, a cura delle insegnati Stefania e Rossana. Poi, prima di passare alla rubrica “Itinerari tascabili” e passare il microfono al nostro Marco Bernardoni, che ci presenta il 7° e ultimo libro di questa collana che abbiamo scelto, vi parliamo di un libro: “Mille ore in carcere”, ed. Diogene Multimedia, la cui autrice è Anna Maria Corradini, classe 1946, docente di Storia e filosofia nei licei, e che ha che ha portato la filosofia anche negli istituti di pena, prima con esperienze di gruppo fra i reclusi, poi con colloqui faccia-a-faccia, persino con i «pentiti» lavorando nelle carceri del Triveneto raccontando poi nel libro questa sua esperienza. Con l’approccio filosofico Anna vuole vedere, ascoltare, dialogare senza pregiudizi né formulando giudizi. Il suo “obiettivo non è consolare, e non ha niente a che fare con il conforto della religione”….Opera nelle carceri grazie ad un protocollo firmato con il Prap di Padova (Provveditorato delle carceri del Triveneto ) e attualmente con la onlus Eutopia Aps sta promuovendo questa consulenza anche in Toscana ed Umbria. Cosa singolare: Sulla copertina del libro c’è un frigorifero. Perché? Perché la vita in carcere, afferma l’autrice, “congela” una persona, senza prepararla al dopo. il carcere dovrebbe avere una funzione riabilitativa e non solo quella di “rinchiudiamoli e buttiamo via la chiave”.

Ancora: c’è lo sport con Roberta Licalzi e Silvia Lombardi, campionessa di Taekwondo che ci darà alcuni suggerimenti sportivi per il benessere fisico e l’allenamento. E a seguire, la nostra Serena Dibiase che ci parleràdi un personaggio molto noto sia all’interno del carcere che fuori: il narcotrafficante colombiano Pablo Escobar, chiamato il “Re della cocaina”, soggetto multisfaccettato che fece anche carriera politica…

Continuiamo e chiudiamo con l’intervista di Ignazio De Francesco a mons. Giancarlo Maria Bregantini, nell’ambito del progetto “Religioni per la cittadinanza”, con cui abbiamo indagato insieme il rapporto tra fede e mafie.

Sabato 29 agosto

Liberi dentro - Eduradio

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conduzione: Francesca Candioli e Maria Caterina Bombarda

in studio: Luca Orioli (Comunità Papa Giovanni XXIII); Martina (CPIA) ; Marco Bernardoni (EDB); Marcello Mattè; Roberta Li Calzi e Laura Farolfi (Ultimate Frisbee); Serena Dibiase; Compagnia teatrale Casavuota (in collaborazione con FEDERGAT, ACEC).

Eccoci giunti alla 2° edizione estiva dei “Week end di Liberi dentro – Eduradio” la nostra trasmissione dedicata al carcere e alla cittadinanza, che andrà in onda fino a settembre, in cui ci siamo dati come obiettivo quello di riprendere in mano, anche durante l’estate, le attività didattiche, rieducative e di vicinanza spirituale ai detenuti.

Apriamo di nuovo la puntata di oggi riprendendo il filo da dove ci eravamo lasciati l’ultima volta, domenica scorsa, con ospite Luca Orioli, referente dell’ambito carcere della comunità Papa Giovanni XXIII per le città di Bologna, Ferrara e Modena, con cui avevamo parlato a proposito delle comunità di accoglienza, cercando di capire insieme come richiedere ad esse aiuto, ma anche sapere come funziona il percorso di recupero all’interno e chi può fare domanda per accedervi. Oggi, invece, sempre con il nostro ospite, Luca, ci concentreremo su un servizio particolare che svolge la comunità mirata per le persone che vivono all’interno degli istituti di pena: si tratta del (CEC) Comunità educante con i carcerati: si tratta di progetto innovativo che si pone come obiettivo la rieducazione. E lo fa a partire da un proposito molto semplice che è quello dell’incontro e il confronto tra carcerati, ma anche di volontari con i quali ci si aiuta, si lavora, si cercano soluzioni nuove per affrontare i problemi che si incontrano nel cammino di recupero. Inoltre: è una comunità “Educante” per scoprire le potenzialità di ognuno valorizzandole. E infine: Con i Carcerati, e non per i carcerati, perché il carcerato è solo apparentemente il diretto interessato, ma tutta la comunità locale, attraverso i volontari, si educa alla solidarietà e ai valori di una nuova umanità…

Proseguiamo con la nostra rubrica fissa di didattica, che abbiamo chiamato “In classe”, perchè forse non tutti sanno che anche il carcere esiste la scuola (un servizio che ottempera il diritto all’istruzione, art. 34 della nostra Carta fondamentale), e che già dal lock down quando è nata la nostra trasmissione radiotv è curata dal corpo docenti del Centro per l’istruzione degli adulti di Bologna, che è uno tra i maggiori propulsori di questa nostra iniziativa. A fare la didattica oggi c’è Martina che ci porta in viaggio…a Recanati! Poi c’è la rubrica Tascabili a cura di Marco Bernardoni che oggi ci parla del libro di I. Nemirovsky, Lo Straniero, (Dehoniane Bologna); Marcello Mattè con la storie di spiritualità laica e lo sport con Laura Farolfi, campionessa di Ultimate Frisbee. A seguire la rubrica di cinema e letteratura Lo Specchio a cura di Serena Dibiase e per concludere la nostra rubrica di teatro Radiodramma, dove ascolteremo la prima delle 4 clip dello spettacolo riadattato per la radio a firma della compagnia teatrale Casavuota. Titolo di questa nuova rappresentazione è “Leila della tempesta” in cui ascolteremo due attori protagonisti: il regista e interprete Alessandro Berti, nel ruolo dell’Altro (ppi vedremo chi sia) e l’attrice Sara Cianfriglia (nei panni di Leila). Uno spettacolo di alessandro berti tratto dal libro omonimo di Ignazio De Francesco (edito dalle edizioni Zikkaron 2016). La storia “vera” da cui nasce questa piece teatrale e prima ancora il libro, è ambientata dentro il carcere di Bologna, dove da anni, ha luogo un progetto prezioso di dialogo coi detenuti stranieri a partire dalle loro radici culturali e religiose. Cominciato dal professor Pier Cesare Bori e portato avanti da Ignazio De Francesco, questo dialogo scommette sull’importanza, per il detenuto, di una presa di coscienza della propria cultura di provenienza, come chiave per un recupero della persona attraverso la pena. Nel libro Ignazio racconta quattro anni di incontri coi detenuti e le detenute di lingua araba, dove emerge proprio il rapporto con una di loro, Leila, una ragazza tunisina. In questa relazione tra lui – il volontario (monaco cristiano e islamologo) – e Lei – la detenuta (musulmana e di una religiosità popolare) – vengono a galla alcuni temi forti, che appassionano entrambi: la fede religiosa, il rapporto tra legge sacra (sharìa) e costituzione italiana (ma anche la nuova costituzione tunisina, l’unica che la Primavera Araba ha partorito), il senso della detenzione come momento fondamentale per cercarsi e ritrovarsi.

Ferragosto interreligioso: messaggio islamo-cristiano ai detenuti della Dozza

Liberi dentro - Eduradio

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Messaggio di Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna

Carissime/i, innanzitutto buona festa dell’Assunta. Per qualcuno è “San Ferragosto”, una specie di festa civile sacra per cui qualcuno va fuori, le nostre famiglie si ritrovano e lo sentiamo anche come giorno di grande vicinanza anche se purtroppo non possiamo manifestarla ed esserci come vorremmo. Questo ci fa soffrire un po’ ma è una sofferenza che possiamo vincere mandando qualche messaggio, mostrando tanta attenzione e soprattutto vincere cambiando perché quanto prima possiate vivere con gioia insieme alle vostre persone care, questo è anche il mio augurio. Credo che è una delle riflessioni più importanti che stiamo facendo, che state facendo: far soffrire qualcuno è perché voi soffrite, ma chi vi vuole bene soffre anche perché forse per certi versi anche più di voi, e questa sofferenza ci deve aiutare a dire “Basta, cambio! Voglio essere diverso, non accetterò mai di dividermi”. Ci si divide quando poi alla fine si pensa o si finisce per fare delle cose che fanno del male a se stessi in primo luogo ma – ed è ancora più grave – alle persone che ci vogliono bene.

È una festa importantissima quella dell’Assunta che celebra Maria la madre di Gesù, una donna umile tutt’altro che “importante”: quando l’angelo va da lei a Nazareth e le dice “Guarda tu sei piena di grazia, tu darai alla luce un figlio che sarà Gesù” e lei era stupitissima: “Io? A Nazareth?”. Nazareth, sapete, è un paese talmente piccolino nella montagna della Galilea, che era la regione più periferica di Israele, che non ci stavano nemmeno nelle mappe dell’epoca. Nemmeno era segnata Nazareth, tanto era così piccola e poco importante. E Dio non cerca le persone più importanti, grandi, quelle che si credono chissà chi ma le persone umili, le persone che gli aprono il cuore, le persone così come sono, le persone anche con tante ferite, con tante difficoltà, ma che gli aprono il cuore. Perché al Signore interessa il cuore, non interessa quello che sta intorno ma quello che c’è dentro: perché è lì il problema nostro! Poi aggiustiamo quel che c’è fuori ma la prima cosa che interessa al Signore, ma che ci interessa anche per davvero, siccome poi quello che c’è fuori si può inventare di tutto ma è quello che c’è dentro è quello che cambia per davvero.

Ecco, Maria muore come tutti gli uomini, come Gesù. E la fede della Chiesa, che poi è diventato un dogma, una certezza, vuole che Maria quando muore viene presa dal Signore e, appunto, assunta in cielo, portata in cielo. E c’è un’immagine che voglio farvi vedere, un’immagine bellissima che mi fa tanto commuovere, perché noi siamo abituati a vedere tante immagini di Madonne che raffigurano Maria con suo figlio, con il bambino e Maria che fa nascere Gesù. E’ questa una fede bellissima di Dio che diventa come me, che diventa uomo, e diventando uomo diventa vulnerabile, debole, muore!

E se c’è una cosa sicura quando uno nasce è che poi c’è anche la fine. E lui scegliendo di nascere, Dio con Gesù, vuol dire anche che si fa tanto amico nostro che sceglie anche di affrontare la vita come noi. Infatti non vive da superuomo ma vive da uomo vero, e la vita di Gesù è la vita da uomo vero che vuoi bene, che va incontro agli altri, che perdona, che dà la vita per gli altri! Quello che dobbiamo fare anche noi. Quando Maria muore, alla fine della sua vita succede questo: ed è questa immagine davvero così commovente in cui – vedete – è Gesù che prende con sé Maria piccola, la prende – e vedete Maria che è quasi un pò intimorita – per portarla in cielo. Sarebbe per farla nascere al cielo: perché per i cristiani la morte è la nascita all’altra vita. Maria ha dato la vita sulla terra, Gesù fa nascere dal cielo e ci fa nascere al cielo anche già qui, perché quando prendiamo sul serio Gesù diventiamo nuovi, possiamo cambiare, ci dà speranza, ci fa nascere tanti sentimenti importanti belli di amore verso gli altri.

Poi al termine della nostra vita Gesù fa così con noi come ha fatto con sua madre, quella che ha creduto nell’adempimento della Parola cioè la prima che ho detto “sì” a Dio che si è fatto uomo, che l’ha seguito fin sotto la croce e che quando muore il Figlio non l’abbandona ma la prende con sé e la porta perché nasca alla vita del cielo. Ecco, questo è anche la nostra fede e anche la bellezza della nostra vita. Sappiamo che Gesù non ci lascia soli e pensiamo a due cose: la prima, a tutti quanti quelli che stanno in cielo perché Maria – la prima dei cristiani – che Gesù ha portato (ed è questo è il privilegio di sua madre che la porta direttamente in cielo con tutto il suo corpo, come l’abbiamo visto nella raffigurazione: questo mosaico bellissimo che sta a Roma nella chiesa in cui ero parroco a Trastevere.

Ma questo il Signore lo può fare anche con le nostre persone care che tutti noi abbiamo e che sono in cielo, e allora pensiamo che stando con Maria vengono accolte dal Signore che ci vuole portare in cielo. E l’altra cosa è questa: lasciamoci tirar su! Assumere vuol dire così, può significare: “ti assumo”, ti prendo a lavorare con me, oppure “ti assumo, ti sollevo”. E Gesù ci prende un po’ lavorare con lui, lasciamoci prendere a lavorare con lui: è il lavoro più bello che c’è perché ci dà tanta soddisfazione aiutare Gesù a voler bene agli altri. E poi, lasciamoci tirare su: qualche volta siamo proprio giù, ci sembra che vada tutto storto e che ormai non si possa fare più niente. Credo che invece sentiamo, pensando a Maria assunta in cielo, sentiamo che il Signore tira su anche noi e continua a darci fiducia.

Ma noi diciamo “Io l’ho combinata che più di così non potevo! Ho fatto pure del male a mia madre!”, qualcuno di noi è riuscito a far male pure alle persone che amava! E in un qualche modo è ovvio che facendo il male, lo facciamo anche alle persone che amiamo, ma il Signore vince il mare con l’amore e ci continua tirare su perché ci vuole bene e perché vuole che la nostra vita qui, e dopo la vita, finisca in cielo. E allora buona Assunta, e un pezzetto di questo cielo comincia quando sentiamo quanto il Signore ci voglio bene e anche quando impariamo a voler bene agli altri nelle cose piccole come nelle cose grandi. Buona festa, tanta fiducia e sentiamo quanto il Signore ci tira su dalle nostre difficoltà perché ci vuole bene e vuole un futuro anche per noi.

Messaggio di Rosanna Maryam Sirignano, esperta di studi islamici e autrice de “La mia Siria – l’umanità che resiste”

Il 15 agosto è un giorno di festa per tutti i cittadini e le cittadine italiani. Concerti, eventi culturali, gite con la famiglia, semplici passeggiate, relax a casa. Molti prendono questa giornata come una festa, una pausa nella pienezza dell’estate, che si accinge a fare spazio all’autunno. Quest’anno viviamo questa giornata dopo una dura prova, quella del lockdown, quella della malattia, della paura, dell’incertezza. Rivolgiamo dunque un pensiero e una preghiera a chi ha sofferto e a chi ha lasciato questa vita durante questo incredibile 2020.

Il 15 agosto ricordiamo è per i fedeli cristiani cattolici il giorno dell’assunzione di Maria, madre di Gesù. Per le strade delle nostre città si vedono spesso sfilare uomini, donne, ragazzi, ragazze, bambini e bambine dietro una statua o un’immagine della Vergine Maria. Da credente musulmana, faccio i miei auguri ai fratelli e alle sorelle cristiani, che grazie alle loro celebrazioni ci riconducono ad un legame forte e profondo con Maria, Maryam nel Corano. Maryam, madre di Gesù nel Corano ha un ruolo importantissimo, è stata elevata da Dio ad una purezza superiore rispetto alle altre donne; i racconti che la riguardano hanno molteplici significati che si rinnovano di anno in anno, di generazione in generazione, conducendoci a scoprire una fede rinnovata. Maryam è definita as-siddiqa, colei che dice sempre la verità, ma anche colei che ha una fede incrollabile.

Le immagini di Maria, della Madonna finemente realizzati da artisti di tutti i tempi per i luoghi di culto cristiani, mi accompagnano da quando sono bambina. Lo stesso vale per le immagini che alcuni conservano nel portafoglio o espongono nelle case. Da italiana è impossibile sfuggire a questa immagine e da donna è facile scorgere il proprio riflesso in questa immagine che parla del bisogno universale di sentirsi accolti, amati nella dolcezza. Vivendo in un paese dove chiese e opere d’arti cristiane abbondano ci si potrebbe sentire soli, privi di punti di riferimento, una minoranza, come spesso si sente dire. È un po’ come vivere in un paese straniero di cui non si conosce la lingua. All’inizio è complicato, le parole sembrano suoni senza senso, le persone sembrano anni luce lontani da noi. Poi ci si accorge che le parole non sono tutto, esistono altri linguaggi che hanno bisogno di attenzione e cura per essere compresi: ci sono i gesti, ci sono gli sguardi. Poco alla volta si imparano anche le parole e si diventa più ricchi. Le religioni sono i diversi linguaggi spirituali in cui ci esprimiamo.

Vivere la propria fede in costante dialogo con le altre persone ci arricchisce, se siamo pronti allo sforzo dell’incontro, della ricerca e scoperta di un linguaggio comune. Ecco, come la celebrazione dell’assunzione di Maria, può essere di beneficio per i musulmani: il 15 agosto insieme ai fratelli e le sorelle cristiani abbiamo la possibilità di meditare sull’importanza di Maria nel Corano, come esempio di credente puro, come esempio di pazienza e di fiducioso abbandono a Dio, esempio di virtù e di umanità. Maria/Maryam è la donna che unisce mondi diversi, che fa emozionare credenti cristiani e musulmani, che oltrepassa i confini delle religioni e parla a tutti. Oggi Maria/Maryam, la donna che nel Corano partorisce sola, lontano da tutti, ci sussurra che non c’è motivo di aver paura, che siamo forti e coraggiosi, più di quanto pensiamo. La donna che in preda alla disperazione invoca Dio, ci ricorda che c’è sempre tempo di rifugiarsi nella speranza, la donna a cui Dio dolcemente risponde, nutrendola di datteri e acqua nel momento del parto, ci racconta che prima o dopo arriveranno gioia e conforto, la donna che risoluta affronta il giudizio della gente, ci riporta al centro di noi stessi, alla Bellezza e alla Verità celati nel cuore di tutti.

Auguri a tutti e tutte per il 15 agosto, che possa essere un giorno di gioia, di riflessione e meditazione, nel cammino comune di pace e dialogo, come persone, come cittadini, come credenti e persone spirituali, affinché possiamo costruire un vivere armonioso in uno stesso territorio, tutti insieme per lo stesso obiettivo: il bene comune.

Venerdì 12 giugno

Liberi dentro - Eduradio

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conduzione: Francesca Candioli e Maria Caterina Bombarda

in studio: insegnanti del CPIA metropolitano di Bologna (Heléne); Serena Dibiase; Arcivescovo di Bologna Matteo Zuppi; imam Yassine Lafram (presidente UCOII).

Eccoci giunti alla fine della nona settimana del nostro programma quasi quotidiano, dedicato al carcere e alla cittadinanza, che andrà in onda fino al 30 giugno, in cui ci siamo dati come obiettivo quello di riprendere in mano le attività lasciate in sospeso il 23 febbraio scorso a causa dell’emergenza sanitaria: attività didattiche, rieducative e di vicinanza spirituale ai detenuti.

Partiamo oggi con la didattica francese del CPIA di Bologna, con l’insegnante madrelingua Heléne con una pillola di francese sul viaggiare nella Francia metropolitana e nel mondo. Proseguiamo con una intervista a cura di Serena Dibiase che, tra musica e teatro, ci porta fino a Volterra a conoscere la Compagnia della Fortezza, intervistando l’attrice Francesca Tisano. Poi ci sono i messaggi religiosi: l’arcivescovo Matteo Zuppi di Bologna con una riflessione sul Vangelo di domenica, e a seguire Yassine Lafram che chiude con un pensiero sempre sull’Altro, anzi questa volta partendo da episodi di famiglia che toccano le donne, le loro paure, i traumi subiti per le aggressioni a motivo religioso e razziale… questo per dirci di fare attenzione ai risvolti dei discorsi dei cosiddetti “imprenditori della paura” che, quando l’odio viene sdoganato pubblicamente, possono toccare noi e le persone vicino a noi.

Venerdì 5 giugno

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conduzione: Francesca Candioli e Maria Caterina Bombarda

in studio: insegnanti del CPIA metropolitano di Bologna (Heléne); Serena Dibiase; Arcivescovo di Bologna Matteo Zuppi; Ignazio De Francesco; imam Yassine Lafram (presidente UCOII).

Eccoci giunti alla fine dell’ottava settimana del nostro programma quasi quotidiano, dedicato al carcere e alla cittadinanza, che andrà in onda fino al 30 giugno, in cui ci siamo dati come obiettivo quello di riprendere in mano le attività lasciate in sospeso il 23 febbraio scorso a causa dell’emergenza sanitaria: attività didattiche, rieducative e di vicinanza spirituale ai detenuti.

Partiamo oggi con la didattica francese del CPIA di Bologna, con l’insegnante madrelingua Heléne con una pillola di francese sulla musica sport. Proseguiamo con la rubrica “Letteratura dal mondo” a cura di Serena Dibiase che tra musica e lettura, ci avvicina alla figura di una grande cantante, pianista, scrittrice e attivista per i diritti civili statunitense: Nina Simone. E poi i messaggi religiosi: l’arcivescovo Matteo Zuppi di Bologna con una riflessione sul Vangelo di domenica che parla della Trinità, a seguire Ignazio De Francesco e la sua rubrica di cultura araba “In viaggio con Ibn Battuta”, dove parleremo di corrispondenze e dell’importanza di scriversi l’un l’altro per mantenere i legami nei confronti dell’Altro. E infine insieme a Yassine Lafram chiudiamo con un pensiero sull’Altro ma rivolto anche a tutti, a partire da una riflessione sui fatti di cronaca riguardanti il pestaggio di George Perry Floyd (avvenuto il 25 maggio negli USA).

Venerdì 29 maggio

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conduzione: Francesca Candioli e Maria Caterina Bombarda

in studio: insegnanti del CPIA metropolitano di Bologna (Helene); Redazione Ne vale la pena; Arcivescovo di Bologna Matteo Zuppi; imam Yassine Lafram (presidente UCOII); Serena Dibiase.

Eccoci giunti alla fine della settima settimana del nostro programma quasi quotidiano, dedicato al carcere e alla cittadinanza, che andrà in onda fino al 30 giugno, in cui ci siamo dati come obiettivo quello di riprendere in mano le attività lasciate in sospeso il 23 febbraio scorso a causa dell’emergenza sanitaria: attività didattiche, rieducative e di vicinanza spirituale ai detenuti.

Partiamo oggi con la didattica francese del CPIA di Bologna, con l’insegnante madrelingua Helene con una pillola di francese sulla musica sport. Proseguiamo con la rubrica “Corrispondenze” a cura della redazione Ne vale la pena del Poggeschi per il carcere. E poi i messaggi religiosi: l’imam Lafram con una riflessione sulla pandemia circa il cambiamento che sarà una volata passata questa emergenza (valori come la famiglia e il senso della vita), e un pensiero sul Vangelo della domenica di Pentecoste Matteo Zuppi: “Eppure scende lo Spirito”. Infine ci salutiamo con il Ponte di Fiabe e la “Letteratura dal mondo” con Serena Dibiase.

Venerdì 22 maggio

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conduzione: Francesca Candioli e Maria Caterina Bombarda

in studio: insegnanti del CPIA metropolitano di Bologna (Helene); Arcivescovo di Bologna Matteo Zuppi; imam Yassine Lafram (presidente UCOII); Serena Dibiase.

Eccoci giunti alla fine della sesta settimana del nostro programma quasi quotidiano, dedicato al carcere e alla cittadinanza, che andrà in onda fino al 30 giugno, in cui ci siamo dati come obiettivo quello di riprendere in mano le attività lasciate in sospeso il 23 febbraio scorso a causa dell’emergenza sanitaria: attività didattiche, rieducative e di vicinanza spirituale ai detenuti.

Partiamo oggi con la didattica francese del CPIA di Bologna, con l’insegnante madrelingua Helene con una pillola di francese sullo sport. Proseguiamo con i messaggi religiosi: l’imam Lafram con una storia di vita famigliare che riguarda la cortesia e il riconoscimento della propria identità culturale e religiosa, e una riflessione sul Vangelo di domenica di Matteo Zuppi, accompagnata da un aneddoto della sua vita: “Abbiamo tutti bisogni di guardare il cielo”. Infine ci salutiamo come sempre con la “Letteratura dal mondo”, con Serena Dibiase.

Podcast

Liberi dentro - Eduradio

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Puntata del 20.09.2020

Puntata del 19.09.2020

Puntata del 13.09.2020

Puntata del 12.09.2020

Puntata del 06.09.2020

Puntata del 05.09.2020

Puntata del 30.08.2020

Puntata del 29.08.2020

Puntata del 23.08.2020

Puntata del 22.08.2020

6° puntata di Agosto in carcere del 16.08.2020

5° puntata di Agosto in carcere del 15.08.2020

4° puntata di Agosto in carcere del 09.08.2020

3° puntata di Agosto in carcere del 08.08.2020

2° puntata di Agosto in carcere del 02.08.2020

1° Puntata di Agosto in carcere del 01.08.2020

Puntata del 26.07.2020

Puntata del 25.07.2020

Puntata del 19.07.2020

Puntata del 18.07.2020

Puntata del 12.07.2020

Puntata del 11.07.2020

Puntata del 05.07.2020

Puntata del 04.07.2020

Puntata del 30.06.2020

Puntata del 29.06.2020

Puntata del 26.06.2020

Puntata del 25.06.2020

Puntata del 24.06.2020

Puntata del 23.06.2020

Puntata del 22.06.2020

Puntata del 19.06.2020

Puntata del 18.06.2020

Puntata del 17.06.2020

Puntata del 16.06.2020

Puntata del 15.06.2020

Puntata del 12.06.2020

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Puntata del 03.06.2020

Puntata del 02.06.2020

Puntata del 01.06.2020

Puntata del 29.05.2020

Puntata del 28.05.2020

Puntata del 27.05.2020

Puntata del 26.05.2020

Puntata del 25.05.2020

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Puntata del 20.05.2020

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Puntata del 12.05.2020

Puntata del 11.05.2020

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Puntata del 5.05.2020: il programma qui.

Puntata del 4.05.2020: il programma qui.

Puntata del 1.05.2020: il programma qui.

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