Lunedì 24 agosto

Liberi dentro - Eduradio Regione E-R

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Liberi dentro –  Eduradio – Redazione Ristretti Parma, il settimanale di informazione, salute e cultura per il carcere e la cittadinanza.

REDAZIONE: Antonella Cortese, Carla Chiappini, Maria Inglese e Germana Verdoliva

CONDUZIONE: Antonella Cortese e Carla Chiappini

Eccoci alla sesta puntata della trasmissione dedicata ai detenuti di via Burla e alla cittadinanza. Insieme alle altre trasmissioni della grande famiglia Eduradio, proviamo a portare  le nostre voci dentro il carcere e a fare uscire le loro, le storie e i sentimenti, di chi vive nelle celle detentive. Nella trasmissione di oggi Ignazio De Francesco, islamologo, monaco della comunità della Piccola Famiglia dell’Annunziata di Casaglia di Montesole, ci racconta come è nata l’avventura Liberidentro – Eduradio, che ha anche ricevuto il plauso e l’incoraggiamento del Presidente Mattarella. E’ la storia di una trasmissione sorta in un momento di emergenza sanitaria che vuole continuare a respirare.

Riprendiamo poi un tema caro alla nostra trasmissione: il volontariato, con l’intervista ad Ornella Favero, direttore di Ristretti Orizzonti, Presidente della Conferenza Nazionale Volontariato Giustizia e a Luigi Pagano già vice-capo Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, Provveditore e per 14 anni direttore del carcere milanese di San Vittore.

Ascolteremo infine il testo scritto da Andre, una riflessione personale sulla detenzione durante il Covid-19, che Germana Verdoliva ha raccolto nel carcere di Parma. Lo legge l’attore Marco Musso.

Vi ricordiamo che siamo in onda tutte le settimane il lunedì dalle 8 alle 8,30 ogni ora fino a mezzanotte sul canale 292 RTR, con repliche il venerdì. Le puntate sono scaricabili in podcast sul sito liberidentro.home.blog

Buongiorno presidente! | Eduradio incontra Mattarella

Liberi dentro - Eduradio, osservatorio carcere

In occasione delle stragi di Ustica e Bologna

Giovedì 30 luglio, in occasione dell’anniversario delle stragi di Ustica e di Bologna la visita in città del presidente Sergio Mattarella che, prima della messa in cattedrale e delle visite alla stazione centrale e al Museo della strage di Ustica, ha incontrato alle ore 10.45 in arcivescovado il vescovo Matteo Zuppi e una piccola rappresentanza redazionale del nutrito gruppo di Liberi dentro – Eduradio.

Per l’occorrenza la redazione ha deciso di rivolgere al presidente Mattarella un presente (un volume dedicato alla figura storica di Giuseppe Dossetti) accompagnato da una lettera di saluto e descrizione delle finalità della trasmissione radio-televisiva per il carcere e la cittadinanza che porta avanti dal 13 aprile.

La lettera è stata controfirmata dai rappresentanti della rete di realtà bolognesi che da anni opera presso il carcere della Dozza e che sostiene il programma radiofonico. Oltre alla delegazione Eduradio erano presenti suor Agnese della Comunità della Piccola Famiglia dell’Annunziata, residente a Monte sole (Marzabotto) e Ferruccio Laffi, testimonianza storica, sopravvissuto alla strage di Marzabotto.

Di seguito il testo della lettera al presidente Mattarella.

Egregio Presidente,

siamo un gruppo di operatori e volontari carcerari venuti ad accoglierLa oggi, e desideriamo innanzitutto ringraziarLa per la sua visita a Bologna in questi anniversari così importanti per la città e l’intero paese e per il Suo prezioso, anzi decisivo servizio a garanzia della vita democratica della Repubblica nel rispetto dei valori e dello spirito della nostra Costituzione. In tale occasione ci è caro farLe un piccolo dono che propone una ricostruzione del passato che forse ha qualche cosa da dire al nostro oggi: si tratta di una breve biografia di Giuseppe Dossetti che – ci piace qui ricordare – ha incrociato in momenti molto significativi Suo padre Bernardo e che crediamo parli ancora alla vita e alle coscienze degli italiani attenti alla costruzione di una vita sociale più giusta e alla ricerca di una democrazia sostanziale.

In continuità con tale percorso biografico animato dalla ricerca incessante di una attenzione fattiva verso i poveri e verso coloro che sono impediti di sviluppare adeguatamente la propria personalità e creatività, vorremmo raccontarLe qualcosa dell’iniziativa da noi avviata, locale e piccola, ma che speriamo capace di futuro: Liberi dentro – Eduradio. Avviata il 13 di aprile scorso, in piena emergenza covid-19, Liberi dentro è una trasmissione radiofonica di informazione, didattica e cultura per il carcere e la cittadinanza, ideata per rivolgersi anzitutto ai detenuti della Casa Circondariale “Rocco D’Amato” di Bologna. Va in onda da allora regolarmente su una rete radiofonica locale (Fujiko 103.1) e su una tv regionale (Rtr 292).

Tutto è partito all’indomani del blocco delle attività didattiche, rieducative e di assistenza spirituale in carcere, il 23 febbraio scorso, con una lettera aperta alle istituzioni per proporre l’idea di usare il canale della radio al fine di mantenere quella «vicinanza a distanza indispensabile in questo momento per mitigare l’isolamento, la paura e la frustrazione dei detenuti». Da questo primo appello è emerso un progetto condiviso: il programma unisce infatti le voci degli insegnanti del Centro per l’istruzione adulti del carcere (CPIA metropolitano), delle associazioni di volontariato AVoC e Poggeschi per il carcere, e di diversi rappresentanti delle fedi, non solo della Chiesa di Bologna (nella persona del Vescovo e del Cappellano carcerario) ma anche della comunità islamica. Il tutto con il
sostegno cordiale dei Garanti dei detenuti (regionale e comunale) e di tante altre realtà, e in pieno accordo con le autorità carcerarie. Gradualmente l’iniziativa si sta sviluppando a livello regionale, con coinvolgimento di operatori e volontari carcerari in case circondariali come Ferrara, Modena e Parma. E chissà che cresca anche a livello nazionale. La sfida è la “trasformazione” della radio/tv, unico apparecchio tecnologico ammesso nelle camere di detenzione, in strumento del progetto rieducativo.

Nell’occasione voglia gradire, Egregio Presidente, i nostri più cordiali saluti

Stefania Armati, Centro per l’Istruzione degli Adulti BO
M. Caterina Bombarda, Redazione Eduradio
Ignazio De Francesco, Piccola Famiglia dell’Annunziata
Roberto Lolli, AVoC
Marcello Mattè, Cappellano Casa Circondariale BO
Paola Piazzi, Poggeschi per il carcere

Agosto in carcere. Gli extra di Liberi dentro

Liberi dentro - Eduradio, progetti

Al via dal 1° agosto ad altre 6 puntate radiofoniche (nei weekend del 2, 9 e 16 agosto) che avranno per titolo: Agosto in Carcere, Gli extra di liberi dentro. L’intento di questa operazione è quello di non staccare la spina rispetto ai ristretti, proprio nel mese dell’anno che è più pesante per loro. E sarà ancora più pesante per la mancanza assoluta di quel conforto che a loro veniva dalla presenza di noi volontari in carcere accanto a loro nel momento in cui si sospendono tutte le attività. Sarà un programma talk fatto dai volontari carcerari, ma non per questo banale o superficiale. Ci si rivolge direttamente ai detenuti, e indirettamente a tutti quelli che ascoltano Radio Città Fujiko e il canale televisivo RTR 292.

Ecco il palinsesto fisso di ogni puntata:

Lettere dal carcere a cura di Ignazio De Francesco: 10 minuti in cui il nostro islamologo e volontario AVOC leggerà e commenterà stralci di scritti dal carcere, redatti da “anonimi” (nessuno lo è) e grandi scrittori/trici che hanno sperimentato le sbarre.

Conoscersi/conoscere a cura di Maria Inglese, psichiatra, e Germana Verdoliva, tecnico della riabilitazione psichiatrica, che affronteranno argomenti di psicologia suggeriti in particolare dalle dinamiche della vita ristretta richiamandosi ai casi concreti della loro lunga esperienza in carcere.

Uno sguardo sul mondo a cura del teologo e scrittore Fabrizio Mandreoli in cui l’intento è raccontare il mondo a chi da anni ne è separato. Articoli, notizie, cronache della libertà strappata/sperata.

Le vie dell’anima a cura di sr. Elsa Antoniazzi e sr. Cristina Ghitti: uno spazio di spiritualità con la sua grande carica intellettuale e umana, aperto a tutte le fedi e anche ai non credenti.

Mediterraneo casa comune a cura di M. Caterina Bombarda: lo spazio delle storie in cui narrare l’esperienza del 2014 in area pedagogica della Dozza, dove fu realizzato il progetto. Un diario di bordo raccontato in mezzo a carte costituzionali dei diversi paesi che si affacciano sul Mediterraneo, che rievoca le persone incontrate, i discorsi, le domande poste, le provocazioni emerse…

Vi aspettiamo “on air” ore 11.00 del sabato e 18.00 della domenica su Radio Città Fujiko e al canale 292 RTR alle ore 10.15 – 14.30 e 21.00.

Riascoltaci in podcast!

1° puntata del 1.08.2020: dagli scritti carcerari di Angela al grande scrittore Dostoevskij, i paradossi della vita carceraria: la tensione tra solitudine estrema e socialità esasperata. Poi con Maria Inglese e Germana Verdoliva un racconto impossibile: cosa succede al primo ingresso in carcere dal punto di vista del benessere psicofisico della persona ristretta? Proseguiamo con Uno sguardo sul mondo, dove Fabrizio Mandreoli intervista per noi la Croce Rossa Italiana sul tema del ricongiungimento familiare e dell’assistenza ai detenuti nei diversi paesi del mondo. Ancora, uno spazio di riflessione con Elsa Antoniazzi su quelle che possono essere universalmente le parole di tutti, le parole dell’anima. Infine, con me, una full immersion di 5 minuti dentro le carceri per vedere le tappe di un laboratorio sui diritti alla ricerca di una casa comune nella vastità del Mediterraneo.

2° puntata del 2.08.2020. Oggi partiamo dagli scritti sulle criticità della vita carceraria, in particolare vedremo il lavoro nell’era delle “domandine”. A seguire un racconto impossibile: l’incontro con il paziente psichiatrico autore di reato. Poi la rassegna stampa con uno sguardo sulle nostre periferie rimosse. Ancora: le parole dell’anima dove ci soffermeremo sul “desiderio”. Infine, chiudiamo di nuovo il cerchio sul lavoro come diritto “dentro e fuori” le carceri.

3° puntata del 08.08.2020. Iniziamo con gli scritti e le testimonianze da dentro le mura carcerarie sul tema degli affetti: come cambiano, si modulano, o si spezzano all’interno di quel grande luogo di “rottura” dei legami sentimentali e famigliari come è appunto il carcere? Proseguiamo con le nostre storie di vita impossibili: l’incontro con il detenuto/a tossicodipendente. Poi uno sguardo sul mondo in cui cerchiamo di riflettere a partire dalla stampa nazionale e internazionale, oggi sul come facciamo memoria accompagnati dalla testimonianza di Angelo Baldassarri sulla vicenda di Monte Sole. A seguire le ‘Parole dell’anima’ dove ragioneremo sul dialogo interreligioso. A conclusione, con ‘Mediterraneo casa comune’ si parla di uguaglianza dando voce alle nostre costituzioni di popoli lontani ma vicini che condividono secoli di storia affacciati su un grande mare.

4° puntata del 09.08.2020. Dagli scritti da dentro con Memorie di una casa morta di Dostoevskij sul tema della speranza e sul senso del tempo, alle storie impossibili con la testimonianza di C., un detenuto che ci parla del senso del limite materiale e invisibile vissuto tra le mura carcerarie. A seguire uno sguardo sul mondo dove con Matteo Marabini di associazione La Strada ci occuperemo della questione educativa. Ancora: le Parole dell’anima per parlare di resilienza anche dopo gravi dolori della guerra. Infine in viaggio sul Mediterraneo comune, con in mano le carte costituzionali per affrontare il diritto alla libertà di credo. 

5° puntata del 15.08.2020. Partiamo dalle lettere, non quelle cartacee ma quelle che abbiamo scritte nella memoria attraverso i colloqui con i detenuti. A seguire parleremo della “gruppalità”, ovvero come le esperienze di gruppo possono aiutare a ricostruire/ricostruirsi in un luogo che invece divide come il carcere. Poi uno sguardo sul mondo per affrontare un tema di cronaca caldo a partire dai fatti di Torino e Piacenza: l’abuso di potere. Ancora, restando nell’oggi con le Parole dell’anima andiamo alle origini di una festività, il 15 agosto. E infine ‘Mediterraneo casa comune’ con il diritto alla pace.

6° puntata del 16.08.2020.

Liberi dentro - Eduradio

Bologna, li 22. 04. 2020

Gentilissimi volontari, vi scrivo dal penale della casa circondariale di Bologna e dopo un proficuo scambio di idee con gli altri detenuti sento di esprimere a nome di tutti il ringraziamento per la lodevole iniziativa che avete messo in campo al fine di non spezzare quel filo che ci consente di guardare oltre le sbarre. In un momento così drammatico quale l’attuale, con il timore di tutti di poter contrarre il virus e la sospensione di tutte le attività di reinserimento e rieducazione oltre che dei colloqui familiari, il pensiero corre al volontariato e al suo ruolo.Solo l’assenza infatti fa emergere l’importanza che l’impegno dei volontari e riveste perché la vita dei detenuti sia meno difficile. È a voi che lo Stato ha demandato un ruolo che sicuramente non è in grado di assolvere attraverso le sue articolazioni, e il volontario oggi è l’elemento fondamentale nell’umanizzazione della pena.Anche questa iniziativa che ha richiesto un impegno ulteriore da parte vostra va sicuramente nel senso di tenere aperto, seppur via etere, un rapporto che costruisca persone nuove, motivate nello studio e nell’apprendimento e desiderare di dividere riflessioni e preghiere con chi, sta vivendo la tragicità del momento da fuori.Come detenuti del penale avevamo denunciato la situazione di grande fibrillazione che si viveva nelle sezioni per la disattenzione che il governo riservava alle carceri e alla crescente preoccupazione sul rischio contagi all’interno dell’istituto. Poi sappiamo com’è finita e noi, pur condividendo le motivazioni alla base della protesta, abbiamo da subito stigmatizzato l’uso della violenza e della devastazione che ha finito solo nel privare il carcere di importanti attrezzature sanitarie, nel pesare sul bilancio per i danni arrecati e penalizzare di fatto la popolazione detenuta.Da allora il virus è entrato nel carcere e l’assenza di informazioni ufficiali non fa che alimentare un clima di grande preoccupazione. Ancora la ASL non ha provveduto ad attivare nei tamponi, né indagini sierologiche E ciò non dà l’idea di come e di quanto il contagio si sia propagato.I detenuti vivono quest’ansia doppia preoccupati come sono della propria salute e anche e soprattutto di quella dei familiari. Ma immaginiamo che la stessa paura investa anche gli operatori di polizia penitenziaria, il personale amministrativo e gli operatori sanitari che operano all’interno del carcere. La direzione ha concesso telefonate straordinarie e video-chiamate per non recidere il cordone affettivo che lega i detenuti alle famiglie e ciò è stato particolarmente apprezzato. Nell’augurarvi un buon lavoro e nel ringraziarvi ancora per quanto state facendo e che farete colgo l’occasione per porgere a mio nome e a nome dei detenuti del penale i più cordiali saluti,
Fabrizio

Pomes Fabrizio Via Del Gomito 2, 40127 Penale B.

Podcast

Liberi dentro - Eduradio

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Puntata del 20.09.2020

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Puntata del 06.09.2020

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Puntata del 23.08.2020

Puntata del 22.08.2020

6° puntata di Agosto in carcere del 16.08.2020

5° puntata di Agosto in carcere del 15.08.2020

4° puntata di Agosto in carcere del 09.08.2020

3° puntata di Agosto in carcere del 08.08.2020

2° puntata di Agosto in carcere del 02.08.2020

1° Puntata di Agosto in carcere del 01.08.2020

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