Buongiorno con Liberi dentro: lunedì 23 agosto

Liberi dentro - Eduradio, Liberi dentro - Eduradio Regione E-R

podcast

In redazione: Ignazio De Francesco, Antonella Cortese, Angela Bucci

🎙 Liberi Dentro-Eduradio & TV vi augura buon inizio settimana🎙Un nuovo lunedì in compagnia della trasmissione per eccellenza a tema carcere, ma non solo. Vediamo oggi quali sono stati gli argomenti della puntata:

✅ Più attività sportive in #carcere: firmato protocollo tra Dap e “Sport e Salute” Spa
✅ #Viaggio nelle città del mondo: la Repubblica Democratica del Congo
✅ Ospite di puntata Angela Bucci, funzionario giuridico pedagogico del carcere di Bologna

📌 Non perdete inoltre la rubrica “Lettere dal carcere” e Cefal che ci parlerà delle vendite!

Qui potete rivedere la puntata andata in onda #OnAir Radio Città Fujiko 103.1 fm, #Teletricolore 636 e da oggi anche su #LepidaTVdalle 13 alle 14

➡️ https://archive.org/details/@liberi_dentro_-_eduradio

A domani con una nuova puntata ricca di testimonianze da chi vive per chi vive il carcere!

Buongiorno con Liberi dentro: mercoledì 21 luglio

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In redazione: Caterina Bombarda, Antonella Cortese, Enea Flacco, Maurizio Millo

A casa🎙Liberi Dentro-Eduradio & TV🎙anche oggi si prosegue con la nostra rassegna stampa sulle carceri e non solo, sempre con ospiti d’eccezione tra carcere e città!Ecco i nostri contenuti di oggi:

  1. ✅ Santa Maria Capua Vetere. La #moralità che serve allo Stato
  2. ✅#Musica: la playlist della settimana è dedicata alle canzoni che vanno nel profondo e che si interrogano sul senso della vita: Meaning of Life – Kelly Clarkson
  3. ✅ Finestra sul mondo dall’#Afghanistan: il ritiro delle truppe americane dal paese
  4. ✅ Ospite di puntata Maurizio Millo, magistrato
  5. 📌 Non perdete inoltre Ia nostra rubrica “Cpia Ferrara Sonny Boy”; “Lettere dal carcere” (Marianne e Nicola)

Qui potete rivedere la puntata andata in onda #OnAir Radio Città Fujiko 103.1 fm, #Teletricolore 636 e da oggi anche su #LepidaTV dalle 13 alle 14➡️https://archive.org/details/@liberi_dentro_-_eduradio

A domani con una nuova puntata ricca di testimonianze da chi vive per chi vive il carcere!

Buongiorno con Liberi dentro: martedì 6 luglio

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In redazione: Caterina Bombarda, Antonella Cortese, Pasquale Pitaniello, Stefano Cavallini, Lorenzo Amorosi

🎙 Un nuovo appuntamento settimanale con Liberi Dentro-Eduradio & TV🎙Tutti i giorni nuove notizie dal carcere, sempre insieme ad ospiti d’eccezione. Scopri di cosa abbiamo parlato nella puntata di oggi:

  1. ✅ #LaSpezia. I rifiuti della Casa circondariale diventano un’opera d’arte
  2. ✅ Musica: Fabrizio #DeAndrè – Nella mia ora di libertà. Tra le tante canzoni dove De Andrè parla di libertà, questa tratta dal album “Storia di un impiegato” è una delle più profonde, potenti e complesse.
  3. ✅ Notizie internazionali: è vero che #Amazon distrugge milioni di prodotti invenduti ogni anno?
  4. ✅ Ospite di puntata Stefano Cavallini, del Giallo DOZZA Bologna RUGBY


📌 Non perdete inoltre Ie nostre rubriche “Lettere dal carcere”, e la new entry: “Fare università in carcere”, una chiacchierata sull’università con la prof. Alessandra Giovagnoli


Qui potete rivedere la puntata andata in onda #OnAir Radio Città Fujiko 103.1 fm, #Teletricolore 636 e da oggi anche su #LepidaTV dalle 13 alle 14

➡️ https://archive.org/details/@liberi_dentro_-_eduradio

A domani con una nuova puntata ricca di testimonianze da chi vive per chi vive il carcere!

Sabato 3 ottobre

Liberi dentro - Eduradio

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conduzione: Francesca Candioli e Maria Caterina Bombarda

in studio: Ignazio De Francesco; Alberto Milani (AVOC); Serena Dibiase; Serena Vece; Daniele Simonazzi; Marcello Mattè; Olga Nieddu (ostetrica Ausl Bologna); Irene Fioresi (CPIA Ferrara).

Eccoci giunti alla 2° edizione estiva dei “Week end di Liberi dentro – Eduradio” la nostra trasmissione dedicata al carcere e alla cittadinanza, che andrà in onda fino a settembre, in cui ci siamo dati come obiettivo quello di riprendere in mano, anche durante l’estate, le attività didattiche, rieducative e di vicinanza spirituale ai detenuti.

Oggi, sempre le continuare il nostro servizio di informazioni, che vuole fungere anche da punto di consiglio/ aiuto /assistenza diritti tra salute e lavoro, tocchiamo un tema che sta molto a cuore alla popolazione ristretta: le esigenze previdenziali dei detenuti, ovvero i diritti alla pensione e agli assegni familiari in base alla mansione e al lavoro che i detenuti hanno svolto e svolgono o svolgevano prima della carcerazione. Servizi che ci sono presenti presso l’ufficio dei mediatori culturali dove poter inserire le vostre domandine per il patronato con la motivazioni per cui è richiesto questo servizio. Qui con noi c’è Alberto Milani, storico volontario Avoc oramai da 20 anni che ci racconta quello che è il suo servizio di volontariato da anni…e vi chiederete: facendo cosa? Cercando di capire chi tra i detenuti ha diritto alla pensione, soprattutto in base anche alle invalidità. Continuiamo con un’altra ospite a distanza che ci parla dalla città di Ferrara: Irene Fioresi, insegnate del centro per l’istruzione degli adulti presso la casa circondariale Costantino Satta.

Ancora: c’è lo sport con Serena Vece, palleggiatrice Serie A Femminile, e la spiritualità per tutti con il cappellano della Dozza Marcello Mattè. E poi la parola a Serena Dibiase che a proposito del rapporto di genitorialità e carcere ci propone una lettera, questa volta una biografia molto forte da molto lontano, dalla Colombia fino al carcere di Rebibbia: la storia di Solidad.

Proseguiamo con la Promozione della salute a cura dell’Ausl di Bologna che opera all’interno della casa circondariale Dozza, per occuparci oggi di una parte della popolazione detenuta che più si trova per così dire vincolata e sofferente sul piano della salute nella condizione di detenzione, ovvero le donne il cui corpo è racchiuso in una condizione di fragilità all’interno di contesto propriamente “fatto da uomini e concepito per gli uomini” come abbiamo detto tante volte in radio con numerosi ospiti che operano all’interno delle carceri. Oggi qui con noi, intervistata da Agnese Drusiani, c’è Olga Nieddu, ostetrica dal 2003, si è occupata per tanti anni di parti e travagli all’ospedale maggiore, di gravidanze a rischio; attualmente si occupa di adolescenti presso lo Spazio Giovanj, di promozione della salute anche presso le scuole medie e superiori, IVG, contraccezione, gravidanze di giovanissime e per il carcere si occupa della prevenzione e dello screening dei tumori del collo dell’utero e delle gravidanze iniziali.

Infine l’intervista a un ospite speciale direttamente da Reggio Emilia: don Daniele Simonazzi, cappellano dell’Opg, l’ospedale psichiatrico giudiziario, di Reggio Emilia, dove sono rinchiusi coloro che si sono macchiati di atroci delitti e che sono stati ritenuti non in grado di intendere e di volere dalla giustizia.

Domenica 13 settembre

Liberi dentro - Eduradio

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conduzione: Francesca Candioli e Maria Caterina Bombarda

in studio: Orietta Venturi (assistente sociale); Danila Griso (AVOC); Marcello Mattè; Serena Dibiase; Massimo Parisi (DAP Roma).

Eccoci giunti alla 2° edizione estiva dei “Week end di Liberi dentro – Eduradio” la nostra trasmissione dedicata al carcere e alla cittadinanza, che andrà in onda fino a settembre, in cui ci siamo dati come obiettivo quello di riprendere in mano, anche durante l’estate, le attività didattiche, rieducative e di vicinanza spirituale ai detenuti.

Come preannunciato sabato scorso, abbiamo sul nostro programma l’onore di avere inserita nel nostro cartellone una nuova rubrica di “Promozione salute” a cura dell’AUSL di Bologna che opera all’interno della Casa circondariale Rocco D’Amato di Bologna. Per noi di Eduradio è importante, infatti, non solo fare didattica, cultura e informazione per il carcere e la cittadinanza, ma anche parlare di “servizi”, di “diritti” e di tutto ciò che può essere utile alla vita di chi si trova temporaneamente dentro le mura carcerarie. Per cui oggi, dopo aver ascoltato le ultime due puntate scorse sul servizio sanitario e sulla prescrizione dei farmaci all’interno del carcere, continuiamo il nostro percorso salute sul tema comunità e percorsi alternativi per la cura delle tossicodipendenze. E lo facciamo con una nuova ospite: Orietta Venturi, assistente sociale del dipartimento di salute mentale, che lavora in carcere dal 93 ed è coordinatrice dell’equipe Servizio per le tossicodipendenze (SERT) in carcere e anche collaboratrice negli ultimi anni con l’equipe di salute mentale.

Poi continuiamo sulle nostre onde con una notizia fresca che ci viene proprio dalla nostra redazione: perché proprio ieri sera, 12 settembre, con una piccola delegazione di Eduradio abbiamo parlato del nostro progetto finalmente in una conferenza dal vivo, ospiti a Faenza che come altre città già dall’estate ha cominciato le proprie trasmissioni per il carcere e la cittadinanza grazie alle sinergie che si sono create con noi e al coinvolgimento di varie associazioni giovanili tutte molto attive sulla città. Proseguiamo poi con la spiritualità laica con Marcello Mattè e con Danila, storica volontaria dell’Avoc per la rubrica “un’estate di letture”; per passare poi alla lettera di Giulia dal carcere della Giudecca (a cura di Serena Dibiase) sul tema: carcere e maternità.

Infine, chiudiamo con un’intervista che prende le  mosse da un progetto educativo “Religioni per la cittadinanza” realizzato tra gennaio e giugno 2019, rivolto ai detenuti del penale e dell’alta sicurezza. Ciò che è scaturito da questo studio è una ricerca qualitativa sull’emersione della religiosità in detenzione, analizzandone le potenzialità e le criticità. Lorenzo Stanzani, regista bolognese, ha documentato l’intera esperienza in un film intitolato “Nel bene e nel male – Dio in carcere”. Quella che ascolterete è un pezzo di intervista a Massimo Parisi, direttore generale del personale del Dipartimento di Amministrazione Penitenziaria (DAP) e dal 1993 vice-direttore nel carcere di Milano Opera (ha servito poi come di direttore a Sondrio, Voghera, Monza, Milano Bollate, e infine come Provveditore Regionale alla Calabria). Al nostro ospite abbiamo chiesto di parlarci a partire dalla sua estesa ed approfondita conoscenza delle problematiche carcerarie, a proposito del nodo del ruolo della dimensione religiosa nella condizione detentiva.

Domenica 30 agosto

Liberi dentro - Eduradio

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conduzione: Francesca Candioli e Maria Caterina Bombarda

in studio: Serena Dibiase; Paola Piazzi e Francesca Gentile (Associazione Il Poggeschi per il carcere); Giovanni Nicolini; Compagnia teatrale Casavuota (in collaborazione con FEDERGAT, ACEC).

Oggi apriamo la puntata con la cosa più bella che ci sia per la nostra redazione, che sono naturalmente i riscontri, le lettere che ci giungono da dentro il carcere. E lo facciamo spostandoci però in un’altra regione, in Veneto, alla Casa di reclusione femminile della Giudecca che ha sede in un antico monastero medievale. Un posto potremmo dire, diverso da come ci si immagina di solito il carcere. Diverso perché quasi tutte le donne detenute lavorano, perché c’è una sezione speciale per le madri, ed è diverso perché è solo per donne. Sappiamo dai dati DAP che normalmente le donne detenute sono una piccola percentuale della popolazione carceraria nazionale: in Italia circa il 96 per cento dei carcerati sono maschi e le donne sono circa il 4 per cento. I dati ufficiali più aggiornati (07/08/2020) dicono che in questa casa di reclusione le detenute sono 74 su un totale di 111 posti disponibili. Delle donne carcerate, è un tema che abbiamo già visto qualche volta fa nel corso dell’intervista a don Giovanni Nicolini che si occupa qui a Bologna del percorso di recupero delle detenute, bisogna dire che la particolarità della loro situazione è che scontano la pena vivendo in una realtà che è stata progettata e costruita «da uomini per contenere uomini»: questo significa – lo scrive il ministero della Giustizia nel suo rapporto del 2015 sulla detenzione femminile – che in molti casi le detenute «sono lontane dalle loro famiglie», hanno necessità di salute particolari e «i loro bisogni specifici, in buona parte correlati ai bisogni dei loro figli, sono spesso disattesi».

C’è da aggiungere che rispetto agli uomini, le detenute hanno anche minore possibilità di accesso alle attività lavorative: è una «discriminazione involontaria», dice sempre il ministero, causata dal numero limitato di carcerate e dall’impossibilità di condividere gli spazi con gli altri uomini per evitare situazioni di promiscuità: alle detenute, negli istituti di pena, è quindi spesso negato l’accesso alle strutture comuni per fare sport, per studiare o fare dei corsi e soprattutto per lavorare. Sono più carcerate degli altri. Questo è come le cose funzionano in generale: poi ci sono alcune eccezioni. Gli istituti penitenziari destinati in modo esclusivo alle donne in Italia sono cinque: Trani, Pozzuoli, Roma Rebibbia, Empoli e appunto la Giudecca. Con questa panoramica che un po’ vi abbiamo voluto descrivere…. da questo luogo la nostra autrice di letteratura dal mondo Serena Dibase ha estrapolato per noi una lettera pubblicata su Ristretti Orizzonti a firma di una detenuta di nome Mariann che ora vi leggerà….

Proseguiamo con l’intervista a Paola Piazzi, e di seguito a Francesca Gentile, che ci parlano della loro esperienza di volontariato in carcere con l’Associazione Poggeschi per il carcere, una realtà bolognese composta da giovani studenti universitari e lavoratori che si occupano di detenzione e giustizia che dal 1996 opera a fianco e all’interno della Casa Circondariale di Bologna. Ancora: abbiamo ospite in redazione don Giovanni Nicolini intervistato da noi sul tema del percorso di recupero delle detenute “dopo” il carcere.

Infine chiudiamo con il Radiodramma, dove ascolteremo la 2° puntata di Leila della tempesta, la rappresentazione riadattata qui per noi della radio, a firma della compagnia teatrale Casavuota.

Lettera di Pasquale

Liberi dentro - Eduradio

03.06.2020

Ciao ragazzi, ciao ragazze, un saluto a tutto il mondo esterno qui chi parla o scrive è Acconciaioco Pasquale Antonio. Siete collegati mentalmente con “Radio Dozza” e dalla mia cella provo a rallegrarvi questa giornata, del resto voi lo fate di continuo! “Radio Dozza” rende dei particolari omaggi e saluti a Caterina Bombarda e Francesca Candioli e naturalmente tutto il resto della vostra redazione radiofonica.

Vorrei salutare e ringraziare Serena Dibiase, “sei una persona speciale”… Vai alla ricerca di poeti e parole belle e ci dai la possibilità di ascoltare il nostro cuore. Un mese fa scrissi a Danila Griso e li spedì una poesia dal titolo “una montagna di storie, bagnata dalle lacrime del sole“, quindi ho pensato di spedirla anche a voi e naturalmente lo spazio dedicato alla poesia è di Serena e allora mi rivolgo a lei: ti sei mai chiesta come mai i poeti diventano famosi solo dopo la loro morte? Comunque anch’io sono un po’ poeta e fortunatamente sono ancora vivo quindi Serena ogni tanto ti spedirò qualcosina, la cosa bella sono tutti racconti la cosa bella o brutta (dipende da che punto di vista la si guardi) è che sono tutti racconti legati ad una situazione detentiva!

Mi è piaciuto tantissimo quando hai raccontato la vita del grande Pino Daniele e mi farebbe piacere che quando racconti le mie emozioni svelassi pure il mio cognome e non solo Pasquale. Di “Pasquale” al mondo ce ne sono tanti, sono solo poche le persone o autori che si ricordano solo con il loro nome. Uno di questi è il grande Totò, basta pronunciare solo queste quattro lettere e sul nostro viso appare una specie di sorriso. Perché Serena un giorno non ci fai ascoltare una sua poesia indimenticabile: “A livella”… È magnifica! Sto provando in un certo senso a fare anch’io, cambiando i soggetti: “al posto del nobile e povero, il censurato e l’incensurato” ma non dopo la morte, ma nella vita di ogni singolo giorno!

In fondo nella vita siamo tutti uguali e chissà se un giorno nascerà anche un’emittente radiofonica anche in carcere! Una volta lessi un libro in un di un condannato a morte aperte parentesi negli Stati Uniti) lui si chiamava Jack Folla e il direttore dell’istituto penitenziario dove scontava i minuti che gli restavano da vivere gli diede la possibilità di raccontare qualcosa di sé, mi pare che il libro si chiamava Alcatraz. Jack Folla un DJ nel braccio della morte. Spero, Serena Dibiase, Caterina Bombarda, Francesca Candioli, Marcello Matté e Danila Griso che vi ho un po’ divertito e distratto con questa lettera, la vita è proprio strana: di solito è a un detenuto che piace ricevere la posta, ricevere una lettera in galera è qualcosa d’inimmaginabile, eppure sono io a scrivere a voi! Vi chiedo un favore se potete ricopiare il racconto e spedirlo in bella copia è l’unica che ho!

Grazie,

Pasquale Acconciaioco

Lettera dal Femminile

Senza categoria

Buongiorno a tutti, è la seconda volta che vi scrivo e farlo mi fa sentire di avere qualcuno fuori che pensa a me… A me in quanto ristrette in carcere e come donne. Parlo al plurale perché spesso in quanto genere donna e il numero minore al maschile veniamo meno rispetto a diverse iniziative, spesso re cantonate in quell’angolo che è il nostro reparto, e molte di noi non vengono messe al corrente di informazioni come il programma “Eduradio” che ho scoperto io solo grazie a un ragazzo del Penale, e solo in seguito ho ricevuto una lettera da padre Marcello che mi descriveva gli appuntamenti del programma.

Ormai per me siete di casa mantengo come sottofondo anche le vostre repliche che mi fanno sentire in compagnia o di interesse per qualcuno. Due giorni fa mi sono stupita nel sentire il nome dell’uomo con il quale faccio i colloqui, Fabrizio Morandi, e l’immaginazione ha fatto sì che ci fosse anche lui qui, grazie alla sua lettera indirizzata a voi e che avete letto. Non sempre si devono mettere in atto situazioni eclatanti per farci sentire vivi e persone che provano emozioni come qualunque essere umano e, per un contesto come il carcere, l’eclatante è la volontà, il coraggio, la voglia e il cuore di tutti i volontari che ci offrono occasioni per riconoscerci come persone e non come reati. Grazie per non averci mai abbandonato, metterci alla prova per dimostrarvi che anche noi possiamo dare donare e mostrare del bene. Un abbraccio a tutti voi,

Ilenia Oggiano

Mercoledì 24 giugno

Liberi dentro - Eduradio

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conduzione: Francesca Candioli e Maria Caterina Bombarda

in studio: insegnanti del CPIA metropolitano di Bologna (Elena); Francesco Giraldo (segretario nazionale ACEC); Marcello Mattè.

Eccoci giunti all’11° settimana del nostro programma quasi quotidiano, dedicato al carcere e alla cittadinanza, che andrà in onda fino al 30 giugno, in cui ci siamo dati come obiettivo quello di riprendere in mano le attività lasciate in sospeso il 23 febbraio scorso a causa dell’emergenza sanitaria: attività didattiche, rieducative e di vicinanza spirituale ai detenuti.

Iniziamo la puntata di oggi con la lettera di Fajez che ci scrive dalla Dozza parlandoci del suo “sentire” profondissimo mentre vive la carcerazione, letta dalla nostra autrice di Letteratura dal mondo Serena Dibiase.

Poi c’è l’insegnante di storia e geografia Elena, del Centro per l’istruzione degli adulti, CPIA di Bologna, con cui vedremo insieme la biografia di un grande uomo che ha lottato per i diritti umani e contro l’apartheid razziale in Sudafrica: Nelson Mandela. Proseguiamo con l’intervista a Francesco Giraldo, segretario nazionale di Associazione esercenti cinema di Roma (ACEC), con cui tocchiamo il tema della scoperta della spiritualità attraverso mezzi e in luoghi che non ti aspetteresti, come appunto il cinema, il teatro, e il contesto carcerario.

Ci salutiamo e chiudiamo con la rubrica di spiritualità “Credere per vedere” a cura di Marcello Mattè.