Buongiorno presidente! | Eduradio incontra Mattarella

Liberi dentro - Eduradio, osservatorio carcere

In occasione delle stragi di Ustica e Bologna

Giovedì 30 luglio, in occasione dell’anniversario delle stragi di Ustica e di Bologna la visita in città del presidente Sergio Mattarella che, prima della messa in cattedrale e delle visite alla stazione centrale e al Museo della strage di Ustica, ha incontrato alle ore 10.45 in arcivescovado il vescovo Matteo Zuppi e una piccola rappresentanza redazionale del nutrito gruppo di Liberi dentro – Eduradio.

Per l’occorrenza la redazione ha deciso di rivolgere al presidente Mattarella un presente (un volume dedicato alla figura storica di Giuseppe Dossetti) accompagnato da una lettera di saluto e descrizione delle finalità della trasmissione radio-televisiva per il carcere e la cittadinanza che porta avanti dal 13 aprile.

La lettera è stata controfirmata dai rappresentanti della rete di realtà bolognesi che da anni opera presso il carcere della Dozza e che sostiene il programma radiofonico. Oltre alla delegazione Eduradio erano presenti suor Agnese della Comunità della Piccola Famiglia dell’Annunziata, residente a Monte sole (Marzabotto) e Ferruccio Laffi, testimonianza storica, sopravvissuto alla strage di Marzabotto.

Di seguito il testo della lettera al presidente Mattarella.

Egregio Presidente,

siamo un gruppo di operatori e volontari carcerari venuti ad accoglierLa oggi, e desideriamo innanzitutto ringraziarLa per la sua visita a Bologna in questi anniversari così importanti per la città e l’intero paese e per il Suo prezioso, anzi decisivo servizio a garanzia della vita democratica della Repubblica nel rispetto dei valori e dello spirito della nostra Costituzione. In tale occasione ci è caro farLe un piccolo dono che propone una ricostruzione del passato che forse ha qualche cosa da dire al nostro oggi: si tratta di una breve biografia di Giuseppe Dossetti che – ci piace qui ricordare – ha incrociato in momenti molto significativi Suo padre Bernardo e che crediamo parli ancora alla vita e alle coscienze degli italiani attenti alla costruzione di una vita sociale più giusta e alla ricerca di una democrazia sostanziale.

In continuità con tale percorso biografico animato dalla ricerca incessante di una attenzione fattiva verso i poveri e verso coloro che sono impediti di sviluppare adeguatamente la propria personalità e creatività, vorremmo raccontarLe qualcosa dell’iniziativa da noi avviata, locale e piccola, ma che speriamo capace di futuro: Liberi dentro – Eduradio. Avviata il 13 di aprile scorso, in piena emergenza covid-19, Liberi dentro è una trasmissione radiofonica di informazione, didattica e cultura per il carcere e la cittadinanza, ideata per rivolgersi anzitutto ai detenuti della Casa Circondariale “Rocco D’Amato” di Bologna. Va in onda da allora regolarmente su una rete radiofonica locale (Fujiko 103.1) e su una tv regionale (Rtr 292).

Tutto è partito all’indomani del blocco delle attività didattiche, rieducative e di assistenza spirituale in carcere, il 23 febbraio scorso, con una lettera aperta alle istituzioni per proporre l’idea di usare il canale della radio al fine di mantenere quella «vicinanza a distanza indispensabile in questo momento per mitigare l’isolamento, la paura e la frustrazione dei detenuti». Da questo primo appello è emerso un progetto condiviso: il programma unisce infatti le voci degli insegnanti del Centro per l’istruzione adulti del carcere (CPIA metropolitano), delle associazioni di volontariato AVoC e Poggeschi per il carcere, e di diversi rappresentanti delle fedi, non solo della Chiesa di Bologna (nella persona del Vescovo e del Cappellano carcerario) ma anche della comunità islamica. Il tutto con il
sostegno cordiale dei Garanti dei detenuti (regionale e comunale) e di tante altre realtà, e in pieno accordo con le autorità carcerarie. Gradualmente l’iniziativa si sta sviluppando a livello regionale, con coinvolgimento di operatori e volontari carcerari in case circondariali come Ferrara, Modena e Parma. E chissà che cresca anche a livello nazionale. La sfida è la “trasformazione” della radio/tv, unico apparecchio tecnologico ammesso nelle camere di detenzione, in strumento del progetto rieducativo.

Nell’occasione voglia gradire, Egregio Presidente, i nostri più cordiali saluti

Stefania Armati, Centro per l’Istruzione degli Adulti BO
M. Caterina Bombarda, Redazione Eduradio
Ignazio De Francesco, Piccola Famiglia dell’Annunziata
Roberto Lolli, AVoC
Marcello Mattè, Cappellano Casa Circondariale BO
Paola Piazzi, Poggeschi per il carcere

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