Buongiorno con Liberi dentro: venerdì 29 gennaio

Liberi dentro - Eduradio, Liberi dentro - Eduradio Regione E-R

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In redazione: Caterina Bombarda, Ignazio De Francesco, Matteo Parisini, Maria Inglese

Nella puntata di oggi leggiamo una lettera dalla Casa circondariale Dozza, poi un po’ di notizie internazionali per palare di “Geniali romeni!”. A seguire il galateo arabo universale per concludere con i gradi della pazienza. Infine l’ospite Maria Inglese, dott.ssa psichiatra dell’ASL di Parma, con cui parliamo delle “malattie” della struttura carceraria.

Buongiorno con Liberi dentro: martedì 19 gennaio

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In redazione: Caterina Bombarda, Ignazio De Francesco, Matteo Parisini, Rosanna Sirignano

Nella puntata di oggi: le lettere di Natale dei detenuti della casa circondariale di Bergamo e le corrispondenze arrivate a Eduradio. Poi le notizie dall’altra sponda/al-akhbar min al-sahil al-muqabil: Marocco, lotta contro la violenza contro le donne, il Galateo/adab: al-karama/ sul tema della generosità. Un po’ di Buon umore/Nukat. E infine un’ospite per parlare di spiritualità islamica: Rosanna Sirignano sul significato della parola islam.

Domenica 20 settembre

Liberi dentro - Eduradio

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conduzione: Francesca Candioli e Maria Caterina Bombarda

in studio: dott. Federico Boaron (medico psichiatra) e Agnese Drusiani; Elisabetta (AVOC); Marcello Mattè; Serena Dibiase; Fabrizio Mandreoli; Claudia Clementi (direttrice carcere Bologna).

Eccoci giunti alla 2° edizione estiva dei “Week end di Liberi dentro – Eduradio” la nostra trasmissione dedicata al carcere e alla cittadinanza, che andrà in onda fino a settembre, in cui ci siamo dati come obiettivo quello di riprendere in mano, anche durante l’estate, le attività didattiche, rieducative e di vicinanza spirituale ai detenuti.

Anche questa sera proseguiamo con l’itinerario della rubrica Promozione salute con cui apriamo ora con un nuovo ospite intervistato dalla nostra Agnese Drusiani, educatrice professionale presso il carcere della dozza. Lui è il Dottor Federico Boaron, medico psichiatra, direttore dell’unità operativa di psichiatria forense e responsabile sanitario della rems di Bologna. Si occupa in particolare del rapporto tra psichiatria e giustizia coordinando la equipe psichiatrica del carcere e della Rems.

Poi è il momento dei nostri volontari dell’Avoc, associazione storica di volontari per il carcere che esiste oramai da diversi anni, dal 1993, e che ha come obiettivo quello di migliorare la vita dei detenuti, di favorirne il recupero e il reinserimento sociale. I volontari di questa associazione sono molto conosciuti dai detenuti e dalle detenute del carcere di via del Gomito perché oltre all’aiuto materiale, ove possibile, i membri A.Vo.C tengono colloqui di sostegno psicologico, creano occasioni culturali e soprattutto tentano di riannodare i fili spezzati tra i detenuti e le loro famiglie. L’Associazione dunque non fa parte di nessuno schieramento politico, è composta da credenti e non credenti ed ha un unico intento : offrire assistenza morale, materiale e psicologica ai detenuti, ex detenuti ed alle loro famiglie. Il volontariato nel carcere, infatti lo ricordiamo, è servizio al detenuto nei suoi diritti fondamentali:diritto alla vita: fisica, morale, intellettuale, spirituale; diritto alla famiglia: nel vivere gli affetti familiari, nel garantire un doveroso rapporto e la vicinanza con la stessa, al fine di mantenerla unita; diritto a vivere in comunità: ogni persona è fatta di rapporti con gli altri uomini, vive un dato contesto sociale, partecipa ed è corresponsabile alla gestione della comunità in cui vive. Il detenuto, invece, è radicalmente isolato da ogni responsabile contesto sociale; diritto al protagonismo: ogni uomo come tale è libero nel determinare le proprie scelte, nel vivere la propria vita. Pensiamo alla spersonalizzazione che genera il carcere, alla passività, ecc.

Sempre a proposito di diritto alla famiglia, a seguire ci sono le corrispondenze dal carcere con Serena Dibiase che ci legge una lettera di una detenuta, Francesca, a proposito delle “visite” in carcere da parte dei parenti più stretti. Poi ancora la spiritualità con Marcello Mattè, e Fabrizio Mandreoli con la prima tappa di un viaggio-studio con i giovani nelle terre calabresi.

Proseguiamo con l’intervista a Claudia Clementi, che si trova alla direzione della Casa circondariale di Bologna dal 2013 dopo la direzione di Ione Toccafondi. Marchigiana di origine, nata ad Ascoli Piceno, ha una laurea in giurisprudenza e una specializzazione in criminologia. Dopo il concorso vinto nel ’95, Clementi è al lavoro dal 1997: la sua carriera è iniziata ad Asti, è proseguita ad Alessandria, poi a Torino. Nel 2008 le è stato affidato il carcere di Pesaro, e adesso da 8 anni anche la Dozza di Bologna, il carcere costruito nell’84 che in fase di precovid contava corca 850 detenuti.

Al termine di questa puntata, presentiamo un piccolo libro arrivato in omaggio da chi l’ha scritto e curato: si tratta di Gabriella Mazzotti, una volontaria presso la sezione femminile della casa circ. di Forlì, unica della Regione dove Gabriella con l’Associazione linea rosa, da anni svolge svariati progetti e iniziative. Titolo di questo libro è Il quadrifoglio di Holly storie di donne dal carcere della Romagna: un piccolo libro in cui sono raccolte insieme le storie delle donne detenute in questo carcere con l’obiettivo di cercare attraverso le loro storie di vita, le loro parole, di far comprendere specialmente a chi è fuori che chi è recluso/a – in questo caso – sta già pagando per il reato commesso e che non per questo bisogna sospendere le attività.

Martedì 9 giugno

Liberi dentro - Eduradio

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conduzione: Francesca Candioli e Maria Caterina Bombarda

in studio: Corrispondenza scritta di Papa Francesco (letta da Marcello Mattè); insegnanti del CPIA metropolitano di Bologna (Claudia e Martina); il gruppo di Constitution on air intervista Franco Bonisoli (ex brigatista).

Eccoci giunti alla nona settimana del nostro programma quasi quotidiano, dedicato al carcere e alla cittadinanza, che andrà in onda fino al 30 giugno, in cui ci siamo dati come obiettivo quello di riprendere in mano le attività lasciate in sospeso il 23 febbraio scorso a causa dell’emergenza sanitaria: attività didattiche, rieducative e di vicinanza spirituale ai detenuti.

Iniziamo la puntata di oggi con un messaggio da parte di una persona pubblica che tutti conosciamo anche se magari non tutti abbiamo avuto la fortuna di incontrarlo di persona: lui ha 83 anni, è un gesuita di nazionalità argentina, e anche se dal primo momento in cui lo abbiamo visto tutti su quel balcone di Piazza San Pietro la sera del 13 marzo 2013, affacciarsi e dire “buonasera” e definirsi semplicemente “vescovo di Roma” e che i suoi fratelli cardinali fossero “andati a prenderlo alla fine del mondo”, lui è attualmente il 266º papa della Chiesa cattolica e anche il primo pontefice sudamericano eletto al soglio pontificio. Stiamo parlando di Jorge Mario Bergoglio, che ha preso il nome di Papa Francesco, e di cui ci legge la sua benedizione scritta il nostro cappellano del carcere Marcello Mattè. 

Proseguiamo con la didattica di italiano: Claudia e Martina, insegnanti di italiano del Centro per l’istruzione degli adulti, CPIA di Bologna, con una pillola di didattica che prosegue la storia del mito, in particolare vedremo la storia di Dedalo e Icaro.

Infine chiudiamo con la rubrica “Constitutions on air” dove i ragazzi del Poggeschi approfondiscono oggi un tema molto speciale: la giustizia riparativa con un ospite che ha iniziato questo “dialogo impossibile” attraverso gruppi di incontro tra artefici della lotta armata e vittime: lui è Franco Bonisoli, uno degli ex-brigatisti che partecipò attivamente al rapimento di Aldo Moro in via Fani, il 16 marzo 1978 .

Giovedì 4 giugno

Liberi dentro - Eduradio

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conduzione: Francesca Candioli e Maria Caterina Bombarda

in studio: insegnanti del CPIA metropolitano di Bologna (Stefania); Roberto Vittori (astronauta); Danila Griso.

Eccoci giunti all’ottava settimana del nostro programma quasi quotidiano, dedicato al carcere e alla cittadinanza, che andrà in onda fino al 30 giugno, in cui ci siamo dati come obiettivo quello di riprendere in mano le attività lasciate in sospeso il 23 febbraio scorso a causa dell’emergenza sanitaria: attività didattiche, rieducative e di vicinanza spirituale ai detenuti.

Iniziamo la puntata di oggi con la lettura della corrispondenza scritta da Fabrizio, un detenuto che ci scrive a nome di tutti i compagni del Penale. Una lettera che mette in luce quanto sia fondamentale creare un canale comunicativo tra esseri umani e in più sottolinea quanto questa situazione di pandemia con tutto ciò che ne è scaturito ci abbia messo tutti di fronte alle stesse problematiche, alle stesse ansie e paure…

Proseguiamo con la didattica del Cpia: con l’insegnante di scienze Stefania ci aspetta una lezione sulle vitamine contenute negli alimenti.

Poi c’è un ospite da molto lontano… si perché il suo nome è Roberto Vittori ed è un astronauta italiano che ora vive negli Stati Uniti e che ci vuole parlare di un’altra “dimensione” di cella, quella della navetta spaziale che rappresenta anch’essa – seppure in modo differente – un’altra condizione di restrizione della libertà dell’essere umano. Infine ci salutiamo con la rubrica di lettura e scrittura “Ponte di storie” a cura di AVOC, dove Danila ci propone un testo su un colore…l’arancione.

Giovedì 21 maggio

Liberi dentro - Eduradio

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conduzione: Francesca Candioli e Maria Caterina Bombarda

in studio: insegnanti del CPIA metropolitano di Bologna (Stefania); Roberto Lolli (presidente AVOC); redazione Ne vale la pena; Danila Griso.

Eccoci giunti alla della sesta settimana del nostro programma quasi quotidiano, dedicato al carcere e alla cittadinanza, che andrà in onda fino al 30 giugno, in cui ci siamo dati come obiettivo quello di riprendere in mano le attività lasciate in sospeso il 23 febbraio scorso a causa dell’emergenza sanitaria: attività didattiche, rieducative e di vicinanza spirituale ai detenuti.

Iniziamo la puntata di oggi con la didattica del Cpia: con l’insegnante di scienze Stefania ci aspetta una lezione sulle sostanze nutritive degli alimenti.

Oggi la nostra redazione dalle lunghe distanze, ha un nuovo ospite: Roberto Lolli, presidente di Associazione volontari per il carcere AVOC, che ci parlerà delle finalità dell’associazione e, in particolar modo, dello scenario che si apre per il detenuto alla fine del periodo di carcerazione, e degli aiuti necessari per il suo reinserimento sociale a partire da qualcosa di veramente fondamentale: l’abitazione.

Proseguiamo con la rubrica di scrittura e lettura a cura di Danila Griso di AVOC “Ponte di Storie”, con una storia vera di speranza e di possibilità di chi una volta uscito trova una mano amica, il titolo della lettura è Fammi parlare ed è la storia di Francesco, ora agli arresti domiciliari.

Infine ci salutiamo con Corrispondenze, la rubrica a cura della redazione di Ne vale la pena.

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Bologna, li 22. 04. 2020

Gentilissimi volontari, vi scrivo dal penale della casa circondariale di Bologna e dopo un proficuo scambio di idee con gli altri detenuti sento di esprimere a nome di tutti il ringraziamento per la lodevole iniziativa che avete messo in campo al fine di non spezzare quel filo che ci consente di guardare oltre le sbarre. In un momento così drammatico quale l’attuale, con il timore di tutti di poter contrarre il virus e la sospensione di tutte le attività di reinserimento e rieducazione oltre che dei colloqui familiari, il pensiero corre al volontariato e al suo ruolo.Solo l’assenza infatti fa emergere l’importanza che l’impegno dei volontari e riveste perché la vita dei detenuti sia meno difficile. È a voi che lo Stato ha demandato un ruolo che sicuramente non è in grado di assolvere attraverso le sue articolazioni, e il volontario oggi è l’elemento fondamentale nell’umanizzazione della pena.Anche questa iniziativa che ha richiesto un impegno ulteriore da parte vostra va sicuramente nel senso di tenere aperto, seppur via etere, un rapporto che costruisca persone nuove, motivate nello studio e nell’apprendimento e desiderare di dividere riflessioni e preghiere con chi, sta vivendo la tragicità del momento da fuori.Come detenuti del penale avevamo denunciato la situazione di grande fibrillazione che si viveva nelle sezioni per la disattenzione che il governo riservava alle carceri e alla crescente preoccupazione sul rischio contagi all’interno dell’istituto. Poi sappiamo com’è finita e noi, pur condividendo le motivazioni alla base della protesta, abbiamo da subito stigmatizzato l’uso della violenza e della devastazione che ha finito solo nel privare il carcere di importanti attrezzature sanitarie, nel pesare sul bilancio per i danni arrecati e penalizzare di fatto la popolazione detenuta.Da allora il virus è entrato nel carcere e l’assenza di informazioni ufficiali non fa che alimentare un clima di grande preoccupazione. Ancora la ASL non ha provveduto ad attivare nei tamponi, né indagini sierologiche E ciò non dà l’idea di come e di quanto il contagio si sia propagato.I detenuti vivono quest’ansia doppia preoccupati come sono della propria salute e anche e soprattutto di quella dei familiari. Ma immaginiamo che la stessa paura investa anche gli operatori di polizia penitenziaria, il personale amministrativo e gli operatori sanitari che operano all’interno del carcere. La direzione ha concesso telefonate straordinarie e video-chiamate per non recidere il cordone affettivo che lega i detenuti alle famiglie e ciò è stato particolarmente apprezzato. Nell’augurarvi un buon lavoro e nel ringraziarvi ancora per quanto state facendo e che farete colgo l’occasione per porgere a mio nome e a nome dei detenuti del penale i più cordiali saluti,
Fabrizio

Pomes Fabrizio Via Del Gomito 2, 40127 Penale B.