Domenica 27 Settembre

Liberi dentro - Eduradio

Clicca qui per ascoltare il podcast!

conduzione: Francesca Candioli e Maria Caterina Bombarda

in studio: dott. Davide Resi e Agnese Drusiani; Avoc; Ignazio De Francesco; Rabi; Poggeschi per il carcere (ragazzi del COA).

Eccoci giunti alla 2° edizione estiva dei “Week end di Liberi dentro – Eduradio” la nostra trasmissione dedicata al carcere e alla cittadinanza, che andrà in onda fino a settembre, in cui ci siamo dati come obiettivo quello di riprendere in mano, anche durante l’estate, le attività didattiche, rieducative e di vicinanza spirituale ai detenuti.

Apriamo la rubrica “Promozione della salute” con il medico Davide Resi, specialista nelle malattie infettive, che intervistato dalla nostra Agnese Drusiani ci parlerà di quello che abbiamo appena passato: il coronavirus. Proseguiamo con i volontari di AVoC che ci leggeranno scritti di detenuti e poi a seguire c’è il galateo arabo di Ignazio De Francesco sul concetto di “buon vicinato”, e l’intervista a Rabi – ragazzo tunisino – che ci parlerà delle primavere (oramai sfumate) arabe e sulle loro promesse mancate.

Infine chiudiamo ancora con i ragazzi di “Constitution on air” per riflettere insieme sulla Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo a partire da una lettura scenica.

Sabato 26 Settembre

Liberi dentro - Eduradio, Senza categoria

Clicca qui per ascoltare il podcast!

conduzione: Francesca Candioli e Maria Caterina Bombarda

in studio: Ignazio De Francesco; Martina (CPIA); Serena Dibiase; Gherardo Sabatini; Sherazade Ousmani; Poggeschi per il carcre (ragazzi del COA).

Eccoci giunti alla 2° edizione estiva dei “Week end di Liberi dentro – Eduradio” la nostra trasmissione dedicata al carcere e alla cittadinanza, che andrà in onda fino a settembre, in cui ci siamo dati come obiettivo quello di riprendere in mano, anche durante l’estate, le attività didattiche, rieducative e di vicinanza spirituale ai detenuti.

Riprendiamo un attimo la cronaca che ci riguarda da vicino: il neonato quotidiano Domani titola “Il governo vuole carceri più belle e spera che tutti ci restino dentro”. In questo articolo a firma di Giulia Merlo si parla della bozza dei progetti del ministero della Giustizia da finanziare con i fondi europei: ci sono 600 milioni per costruire e ristrutturare gli edifici, ma poco o niente per il reinserimento sociale dei detenuti

“Se la bozza venisse confermata- scrive Merlo – il ministero della Giustizia punterebbe a investire la maggior parte delle risorse in ristrutturazione e costruzione di nuove carceri. Nulla, invece, sarebbe destinato per il reinserimento sociale dei detenuti. Si prevedono, infatti, 45 milioni per il lavoro volontario e 540 milioni per il lavoro retribuito per la manutenzione delle celle.Il tutto è in linea con quanto fino ad oggi messo in atto dal ministero che, per risolvere il problema del sovraffollamento, ha puntato tutto sulla costruzione di nuove carceri e non sulle misure alternative.

È questo un problema “annoso”, purtroppo, sulle nostre carceri – perché la rieducazione è un diritto sancito sulla nostra Carta costituzionale all’art. 27 in cui leggiamo che “«Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato». Proprio su questo allora chiediamo al nostro Ignazio De Francesco che tra il 2014-2015 ha svolto un laboratorio proprio sui diritti all’interno dell’istituto di pena di Bologna, lavorando sui diritti insieme ai detenuti di nazionalità diverse: quanto conta la “rieducazione” in carcere?

Poi diamo la parola alle nostre insegnati del CPIA che hanno sempre qualcosa di molto molto “alto” come contenuti da trasmetterci ma soprattutto il valore aggiunto sono le loro voci…che sono voci familiari perché “conosciute” specie da chi ci ascolta da dentro, quindi passo la parola a Martina per questa lezione di italiano. Ancora: la parola alla nostra Roberta Li Calzi che cura la rubrica sportiva ospitando oggi il campione di basket della Fortitudo Gherardo Sabatini. Continuiamo con Serena Dibiase che ci legge la lettera di Paola, ex detenuta, a proposito della genitorialità vissuta prima dentro e poi fuori dal carcere. A seguire c’è l’intervista a Sherazade Ousmani, teologa e prima donna musulmana a far parte della redazione de l’Osservatore Romano, che ci parla della spiritualità islamica. Infine chiudiamo con i ragazzi di “Constitution on air” per riflettere insieme sulla Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo a partire da una lettura scenica.

Domenica 19 luglio

Liberi dentro - Eduradio

clicca qui per ascoltare il podcast!

conduzione: Francesca Candioli e Maria Caterina Bombarda

in studio: Amalia De Simone (giornalista video reporter); Assia Fiorillo (cantante); ragazzi del Poggeschi per il carcere intervistano Mauro Palma; Associazione Avoc; Marco Bernardoni; Marcello Mattè.

Eccoci giunti alla 2° edizione estiva dei “Week end di Liberi dentro – Eduradio” la nostra trasmissione dedicata al carcere e alla cittadinanza, che andrà in onda fino a settembre, in cui ci siamo dati come obiettivo quello di riprendere in mano, anche durante l’estate, le attività didattiche, rieducative e di vicinanza spirituale ai detenuti.

Il primo appuntamento di oggi è con Amalia De Simone che ci parla del suo nuovo docufilm “Caine” la storia di alcune donne dietro le sbarre che ha per colonna sonora il primo singolo della cantante Assia Fiorillo ‘Io sono te‘. Proseguiamo poi con il 3° libro della rubrica “Itinerari tascabili”: Football di Marc Augè, un libro che ci parla di un ambito particolare della cultura e, per così dire della fede, quella calcistica. Poi abbiamo sempre il tema della spiritualità di cui si occupa oggi il cappellano del carcere Marcello Mattè.

Ancora: la rubrica “Un’estate di letture” curata da Associazione Avoc, dove ascolteremo la lettera che un detenuto ha scritto a un bibliotecario carcerario. Infine chiudiamo con “Constitution on air” in cui ascolteremo i ragazzi del Poggeschi per il carcere intervistare Mauro Palma, Garante nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale.

Venerdì 19 giugno

Liberi dentro - Eduradio

Clicca qui per ascoltare il podcast!

conduzione: Francesca Candioli e Maria Caterina Bombarda

in studio: insegnanti del CPIA metropolitano di Bologna (Heléne); Yassine Lafram (presidente UCOII); Serena Dibiase; Danila Griso; Ignazio De Francesco.

Eccoci giunti alla fine della 10° settimana del nostro programma quasi quotidiano, dedicato al carcere e alla cittadinanza, che andrà in onda fino al 30 giugno, in cui ci siamo dati come obiettivo quello di riprendere in mano le attività lasciate in sospeso il 23 febbraio scorso a causa dell’emergenza sanitaria: attività didattiche, rieducative e di vicinanza spirituale ai detenuti.

Partiamo oggi con la didattica francese del CPIA di Bologna, con l’insegnante madrelingua Heléne con una pillola di francese sulla lingua parlata in Francia e nel mondo. Proseguiamo con una riflessione di Yassine Lafram sul tema della discriminazione e del razzismo, con un invito a un lavoro personale su sé stessi e suoi pregiudizi che ciascuno di noi si porta dentro… solo così sarà possibile mutare la realtà che ci circonda. A seguire la rubrica di ” Letteratura dal mondo” di Serena Dibiase che ci presenta la poetessa finlandese Edith Södergran, considerata l’iniziatrice dell’espressionismo in Finlandia che ha influenzato la lirica in lingua svedese fra le due guerre mondiali.

Ancora, nella rubrica “Ponte di Storie” Danila Griso ci legge un testo sul gioco e sull’importanza psico-fisica e sociale del “giocare” con altri. E infine con Ignazio De Francesco siamo all’ultima tappa della sua rubrica araba “I viaggi di Ibn Battuta” questo globe trotter marocchino che spesso e volentieri viaggiava in compagnia dei libri.

Venerdì 5 giugno

Liberi dentro - Eduradio

clicca qui per ascoltare il podcast!

conduzione: Francesca Candioli e Maria Caterina Bombarda

in studio: insegnanti del CPIA metropolitano di Bologna (Heléne); Serena Dibiase; Arcivescovo di Bologna Matteo Zuppi; Ignazio De Francesco; imam Yassine Lafram (presidente UCOII).

Eccoci giunti alla fine dell’ottava settimana del nostro programma quasi quotidiano, dedicato al carcere e alla cittadinanza, che andrà in onda fino al 30 giugno, in cui ci siamo dati come obiettivo quello di riprendere in mano le attività lasciate in sospeso il 23 febbraio scorso a causa dell’emergenza sanitaria: attività didattiche, rieducative e di vicinanza spirituale ai detenuti.

Partiamo oggi con la didattica francese del CPIA di Bologna, con l’insegnante madrelingua Heléne con una pillola di francese sulla musica sport. Proseguiamo con la rubrica “Letteratura dal mondo” a cura di Serena Dibiase che tra musica e lettura, ci avvicina alla figura di una grande cantante, pianista, scrittrice e attivista per i diritti civili statunitense: Nina Simone. E poi i messaggi religiosi: l’arcivescovo Matteo Zuppi di Bologna con una riflessione sul Vangelo di domenica che parla della Trinità, a seguire Ignazio De Francesco e la sua rubrica di cultura araba “In viaggio con Ibn Battuta”, dove parleremo di corrispondenze e dell’importanza di scriversi l’un l’altro per mantenere i legami nei confronti dell’Altro. E infine insieme a Yassine Lafram chiudiamo con un pensiero sull’Altro ma rivolto anche a tutti, a partire da una riflessione sui fatti di cronaca riguardanti il pestaggio di George Perry Floyd (avvenuto il 25 maggio negli USA).

Martedì 2 giugno

Liberi dentro - Eduradio

clicca qui per ascoltare il podcast!

conduzione: Francesca Candioli e Maria Caterina Bombarda

in studio: insegnanti del CPIA metropolitano di Bologna (Claudia e Martina); il gruppo di Constitution on air intervista Amalia De Simone (videoreporter e giornalista d’inchiesta del Corriere.it).

Eccoci giunti allo’ottava settimana del nostro programma quasi quotidiano, dedicato al carcere e alla cittadinanza, che andrà in onda fino al 30 giugno, in cui ci siamo dati come obiettivo quello di riprendere in mano le attività lasciate in sospeso il 23 febbraio scorso a causa dell’emergenza sanitaria: attività didattiche, rieducative e di vicinanza spirituale ai detenuti.

Iniziamo la puntata di oggi con Claudia e Martina, insegnanti di italiano del Centro per l’istruzione degli adulti, CPIA di Bologna, con una pillola di didattica sul mito, in particolare vedremo la storia di Prometeo che ama gli uomini “perché sono imperfetti”.

Infine chiudiamo con la rubrica “Constitutions on air” dove i ragazzi del Poggeschi continuano il percorso sulla Costituzione e approfondiscono oggi l’art. 21 sul diritto alla libertà di pensiero con un nuovo ospite: Amalia De Simone, giornalista e videoreporter che da anni si occupa di inchieste sulla globalizzazione delle mafie.

Martedì 19 maggio

Liberi dentro - Eduradio, Senza categoria

clicca qui per scaricare il podcast!

conduzione: Francesca Candioli e Maria Caterina Bombarda

in studio: insegnanti del CPIA metropolitano di Bologna (Anna); il gruppo di Constitutions on air intervista Marcello Marighelli (Garante regionale dei detenuti); Serena Dibiase; Marcello Mattè.

Eccoci giunti all’inizio della sesta settimana del nostro programma quasi quotidiano, dedicato al carcere e alla cittadinanza, che andrà in onda fino al 30 giugno, in cui ci siamo dati come obiettivo quello di riprendere in mano le attività lasciate in sospeso il 23 febbraio scorso a causa dell’emergenza sanitaria: attività didattiche, rieducative e di vicinanza spirituale ai detenuti.

Iniziamo la puntata di oggi con Anna, insegnante di italiano del Centro per l’istruzione degli adulti, CPIA di Bologna, con una pillola di didattica sulla poetica di Wisława Szymborska.

Prima di proseguire ci soffermiamo sulla testimonianza di un grande direttore d’orchestra, compositore e pianista italiano che ci ha appena lasciati, Ezio Bosso.

Infine chiudiamo con la rubrica “Constitutions on air” dove i ragazzi del Poggeschi continuano il percorso sulla Costituzione e approfondiscono oggi l’art. 4 sul diritto al lavoro con un nuovo ospite: il Garante regionale delle persone private della libertà personale, Marcello Marighelli.

Carceri: è l’ora di agire

Senza categoria

Di seguito la lettera inviata alle istituzioni penitenziarie di Bologna, all’indomani della rivolta nella casa circondariale Rocco D’Amato di Bologna. L’intento fondamentale di questo “noi” come corpo sociale, esterno alle carceri, (volontari AVOC, formatori, insegnati del CPIA metropolitano, associazioni come il Poggeschi, Cappellania) è quello di continuare quelle attività di istruzione e di formazione – che per molti di noi rappresentano un obbligo, come l’istruzione, ma che per i detenuti è un diritto – cercando di far giungere, specie in queste ore drammatiche di emergenza nazionale, le voci di chi li segue nel percorso di rieducazione e reinserimento (art. 27 Costituzione). Una proposta che rappresenta un modo ulteriore per alleviare il senso di isolamento e smarrimento dei detenuti, cercando allo stesso tempo di alleviare e sostenere l’enorme responsabilità di vicende umane che si trovano ad affrontare ora le istituzioni.

Paura e rabbia alla Dozza: l’urlo degli ultimi

Senza categoria

di Maria Luisa Pozzi*

Una premessa: noi tutti volontari AVoC rifiutiamo la violenza. In tutte le nostre attività noi ascoltiamo, ci apriamo il dialogo e al confronto costruttivo. La violenza separa, rifiuta l’incontro, chiude.

E adesso parliamo di noi, fuori dal carcere, rinchiusi in casa. Come ci sentiamo? Possiamo uscire di casa per fare la spesa o andare in farmacia. Abbiamo faticosamente trovato una mascherina, i guanti di gomma fortunatamente non sono mai mancati.

Abbiamo avuto paura. Abbiamo paura. E chiamiamo amici, parenti. Telefoniamo ai medici curanti. E la paura si attenua. Si ragiona insieme, si condivide. Si sta meglio.

Loro no. Sono soli. Con la paura del contagio. E di morire da soli. E poi c’è la rabbia. Per essere abbandonati. Perché anche se hanno sbagliato, il loro diritto a un trattamento ‘non contrario al senso di umanità’ e che tenda alla ‘rieducazione del condannato’ (art. 27, Costituzione Italiana) non è rispettato.

Paura e rabbia si scatenano e portano a quello che abbiamo visto alla Dozza. Ma, diranno alcuni di noi, le donne non si sono unite alla rivolta. E neanche parte dell’alta sicurezza. E neanche gli atleti della squadra di rugby e gli universitari. E quelli del penale. Allora, diranno alcuni, ci sono i buoni e i cattivi. E i cattivi vanno puniti.

Fermiamoci a pensare perché alcuni settori si sono chiamati fuori. Al femminile ci sono corsi di yoga, teatro, scrittura… Molte ragazze fanno parte del coro Papageno. Alcune frequentano i corsi universitari e si laureano. Tutte attività che danno senso alla loro reclusione e sono stimoli di riflessione e di cambiamento. La stessa cosa possiamo dire di chi è nella squadra di rugby o segue corsi universitari.

Per l’alta sicurezza: lì ci sono persone di buona cultura ed esperienza di vita. Sanno che una rivolta porta a eccedere. E può portare a un inasprimento della pena. Quindi accettano quello che hanno.E anche al penale i detenuti hanno qualcosa da perdere….Posso ipotizzare perché alcuni settori hanno fatto la scelta di NON partecipare.

E la scelta degli altri? I ragazzi del primo e del secondo piano si sono abbandonati alla paura e alla rabbia. Che era prevedibile.

Ma non abbiamo avuto il tempo di capire e prepararci insieme a loro, i ragazzi della Dozza. Perché il virus è arrivato veloce e non eravamo pronti. E non sono stati i cattivi a cedere alla rabbia e alla paura ma i più vulnerabili, i più fragili.

Con tutto ciò, ogni violenza resta sempre e comunque assolutamente ingiustificata e ingiustificabile, ma si può intuire cosa sta dietro ai comportamenti di chi non ha nulla da perdere ed è travolta dal panico e dalla rabbia.

Con affetto per tutti noi,

*Maria Luisa Pozzi, volontaria Associazione volontari per il carcere (AVOC).

Tempi di virus

Senza categoria

Capire la sofferenza di chi è in carcere, sconfiggere ogni violenza

di Ornella Favero*

Provate a immaginare oggi, con questo bombardamento di notizie su un virus che fa paura a noi tutti, di essere rinchiusi in una galera sovraffollata, sentir parlare della necessità di stare almeno a un metro di distanza l’uno dall’altro e sapere che il tuo vicino di branda sta a pochi centimetri da te, in una pericolosa promiscuità dettata dagli spazi ristretti;