Buongiorno con Liberi dentro: lunedì 29 marzo

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In redazione: Caterina Bombarda, Ignazio De Francesco, Samad Bannaq, Matteo Parisini, Massimo Ziccone

Ricomincia la settimana e iniziamo il lunedì con nuovi approfondimenti e notizie attinenti la sfera del carcere, in Emili-Romagna, ma non solo. Ecco gli argomenti affrontati oggi:

✅ Oltre il #Virus. L’editoriale del nostro XVII rapporto sulle carceri italiane
✅ Notizie internazionali: echi arabi sulla missione di #PapaFrancesco in Iraq
✅ Galateo Arabo dell’#ospitalità: onorare l’ospite come fosse un dono
✅#SamadBannaq (ospite, protagonista del film Dustur): come si gestisce il ritorno in libertà? Per alcuni può essere anche un trauma?
✅ Ospite di puntata #MassimoZiccone

📌 A cura di AVoC, a partire da una poesia di Jacques Brel, “Conosco delle barche”, cerchiamo di capire quali sono i nostri desideri e proviamo a coltivarli e a continuare a sognare.

Qui potete rivedere la puntata andata in onda #OnAirRadio Città Fujiko 103.1 fm e Teletricolore: https://archive.org/details/@liberi_dentro_-_eduradio

A domani con una nuova puntata ricca di testimonianze da chi vive per chi vive il carcere!

Bologna: l’appello di una guardia penitenziaria

osservatorio carcere, Senza categoria

Siamo preoccupati per noi e per i detenuti

Il drammatico appello è uscito su La Repubblica nella giornata di sabato 21 marzo, quando ancora la notizia del contagio da covid-19 riguardava tre sanitari e almeno una guardia penitenziaria in servizio al carcere della Dozza. Ma nella giornata di lunedì 23 marzo, sempre Repubblica, riportava la notizia che gli operatori sanitari malati in servizio al carcere sarebbero già diciannove su trenta. Sono numeri che fanno temere il peggio, nonostante al momento la notizia non sia stata ancora confermata né dall’Ausl di Bologna né dalla direzione del carcere. Di seguito la trascrizione della video intervista contente la denuncia di un agente della penitenziaria.

Coronavirus: l’appello dei detenuti

osservatorio carcere

Dopo il blocco di ogni attività didattica e rieducativa, dopo le limitazioni disumane imposte ai detenuti a seguito dell’allarme coronavirus, dopo l’ondata di rivolte che ha toccato – oltre 50 gli istituti di pena coinvolti – le carceri italiane… Ora la parola passa a loro. E quel che è più grave è che nessuno, proprio nessuno di noi come società esterna – preoccupati, anche noi, della minaccia della pandemia, ma non al punto di gettare il nostro sguardo proprio là dentro, nelle carceri, dove tutti i giorni si misura la “febbre” dei nostri diritti riconociuti/negati – gliel’abbia data quella parola per dare voce anche a loro, che autodefinendosi “gli ultimi” della società, la “discarica umana”, rivolgono questo appello accorato alle istituzioni e a papa Francesco. Una voce da dentro, e tuttavia fuori le righe, da cui forse avremmo qualcosa da imparare… Perlomeno, un domani, quando le tempesta sarà passata e allora dovremmo guardarci indietro e pensare a quello ci siamo lasciati alle spalle o che, semplicemente, non abbiamo voluto vedere.