Buongiorno con Liberi dentro: mercoledì 20 gennaio

Liberi dentro - Eduradio, Liberi dentro - Eduradio Regione E-R

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In redazione: Caterina Bombarda, Ignazio De Francesco, Matteo Parisini, Roberta Li Calzi

Nella puntata di oggi: le notizie stampa da Internazionale con i dati sulle carceri. Poi le notizie dall’altra sponda: La nuova moda dei ragazzi tunisini, anche loro prigionieri di internet. Continuiamo con il Galateo/adab: al-karama/ sulla generosità e il buon umore/Nukat. E per chiudere un’ospite con noi: Roberta Licalzi per parlarci di sport.

Domenica 26 luglio

Liberi dentro - Eduradio

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conduzione: Francesca Candioli e Maria Caterina Bombarda

in studio: Marco Bontempi (sociologo); don Giovanni Nicolini; Associazione AVOC; arcivescovo Matteo Zuppi; Fabrizio Mandreoli; Compagnia teatrale Maniaci d’Amore.

Eccoci giunti alla 2° edizione estiva dei “Week end di Liberi dentro – Eduradio” la nostra trasmissione dedicata al carcere e alla cittadinanza, che andrà in onda fino a settembre, in cui ci siamo dati come obiettivo quello di riprendere in mano, anche durante l’estate, le attività didattiche, rieducative e di vicinanza spirituale ai detenuti.

Riprendiamo il filo della puntata di oggi riportandovi a quanto ci siamo detti ieri in apertura di puntata dove, con ospite il sociologo Marco Bontempi, abbiamo parlato di un argomento che ci riguarda davvero tutti sia dentro che fuori dal carcere, ovvero i conflitti interpersonali, i cosiddetti litigi. Sappiamo che negli ultimi anni i conflitti e le tensioni tra detenuti italiani e detenuti immigrati sono cresciuti tanto che la direzione del carcere ha deciso la separazione organizzando lo spazio carcerario su base etnica sperando in questo modo controllare meglio la situazione. Ma sappiamo anche però che radunare una sola etnia nello stesso spazio non vuol dire assenza di conflitti, perché le differenze esistono anche tra persone provenienti dallo stesso paese. Dunque si potrebbe dire che ciò che accade in un contesto di privazione di spazi, e di libertà personale, quale è il carcere, dove si misura ogni giorno la lontananza da ogni dimensione affettiva (famiglia, coniuge, figli, parenti, amici) questo si traduce poi in stati depressivi, in aggressività e/o autoaggressività verso se stessi. E allora come fare? Forse bisognerebbe interrogarci sul perché e sul come si arriva a questo tipo di scontri  Abbiamo qui di nuovo con noi la voce in radio di Marco Bontempi per parlarci di questo e darci alcuni consigli a portata di mano….

Continuiamo con un altro ospite, più vicino da Bologna, Giovanni Nicolini prete che da anni si occupa e segue il percorso di reinserimento delle donne detenute al carcere della Dozza. Coadiuvati da Ignazio De Francesco, gli abbiamo chiesto di raccontarci il mondo della donna all’interno di una istituzione così maschile e maschilista, come appunto il carcere. Sempre sulle detenute, un’altro sguardo lo offre oggi il nostro arcivescovo Matteo Zuppi che ha rivolto un messaggio dedicato a loro a partire dal Vangelo.

Ancora: le rubrica “Un’estate di letture” curata da Associazione Avoc, dove ascolteremo la seconda parte della lettera che un detenuto ha scritto a un bibliotecario carcerario, e a seguire un’altro; e la rubrica di articoli dal mondo a cura di Fabrizio Mandreoli per aprire gli occhi sulle notizie internazionali.

Infine chiudiamo con la nostra rubrica di teatro “Radiodramma”, dove ascolteremo la seconda puntata dello spettacolo riadattato per la radio a firma della compagnia la compagnia Maniaci d’Amore, duo composto da Luciana Maniaci e Francesco D’Amore, intitolato “La casa non vuole”. Abbiamo visto che si tratta della storia di Lucenza e Clodo che sono marito e moglie, e sono due angeli caduti sulla terra in cerca della felicità e che si ritrovano a vivere in una casa a cui diventano morbosamente attaccati- anche perché sembra che questa Casa li voglia come proteggere obbligandoli a non uscire e a essere felici restando “dentro”. Ed è qui, in questo stare dentro che provano quindi a ricordare l’ultima volta in cui sono stati felici. Per chiudere ancora con un saluto ancora con quanto abbiamo detto in apertura di puntata con il nostro sociologo da Firenze sulla gestione delle conflittualità – specialmente interculturali – in spazi ristretti, allora quale modo migliore per lasciare l’ultima parola a una voce molto conosciuta all’interno del carcere della Dozza con Ignazio De Francesco, islamologo e volontario dell’Avoc a cui abbiamo chiesto di raccontarci quelle che sono le buone prassi che possiamo condividere da quella secolare, vasta e accogliente cultura che è l’islam.

Sabato 18 luglio

Senza categoria

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conduzione: Francesca Candioli e Maria Caterina Bombarda

in studio: insegnanti del CPIA metropolitano di Bologna (Claudia e Martina); Serena Dibiase; Fabrizio Mandreoli; Roberta Li Calzi e Gioacchino Chiappelli; Compagnia teatrale Controcanto collettivo (in collaborazione con FEDERGAT, ACEC).

Eccoci giunti alla 2° edizione estiva dei “Week end di Liberi dentro – Eduradio” la nostra trasmissione dedicata al carcere e alla cittadinanza, che andrà in onda fino a settembre, in cui ci siamo dati come obiettivo quello di riprendere in mano, anche durante l’estate, le attività didattiche, rieducative e di vicinanza spirituale ai detenuti.

Partiamo sempre dal 16° rapporto di associazione Antigone intitolato “il carcere al tempo del coronavirus” e leggerne insieme, approfondendo con qualche ospite alcuni passaggi di questo documento. Oggi invece con una nuova ospite, Maria Inglese, psichiatra dell’azienda Usl di Parma, analizziamo un altro aspetto importante quello degli effetti psico-sociali del covid vissuto in carcere. Immaginatevi in  una situazione in cui, all’improvviso, giunge notizia di un pericoloso virus a elevata trasmissibilità che si sta rapidamente e capillarmente diffondendo quale sia potuto essere lo scenario invece in un luogo in cui spesso non è possibile (a causa del sovraffollamento) mantenere quella distanza fisica raccomandata tra le persone . Abbiamo chiesto a Maria in cosa si è potuto tradurre tutto questo per il senso psicologico e sociale di sicurezza delle persone detenute e cosa sia entrato in gioco per loro, in questi mesi di isolamento nell’isolamento.

Continuiamo con la didattica della scuola del carcere, a cura delle insegnanti di italiano alfabetizzazione Claudia e Martina che ci porteranno a fare un giro turistico per la nostra città di Bologna.

Poi abbiamo con noi Serena Dibiase con la rubrica di cinema e letteratura “Lo Specchio” dove ascolteremo un estratto da Nella città l’inferno: un film del 1959 diretto da Renato Castellani con interpreti Anna Magnani e Giulietta Masina nel ruolo di due detenute, rispettivamente Lina, ingenua ragazza veneta trasferitasi a Roma e arrestata per accusa di un furto, ed Egle detenuta più anziana. A seguire c’è lo sport con Roberta Li Calzi che ha intervistato per noi il campione di pallacanestro Gioacchino Chiappelli.

Proseguiamo con la nostra rassegna stampa “Articoli dal mondo”, a cura di Fabrizio Mandreoli e chiudiamo con l’ultima e attesissima pillola del finale di “Radiodramma”, a cura dei Teatri del Sacro, dove vedremo il finale di Settanta volte sette della compagnia romana Controcanto collettivo, ideato e diretto da Clara Sancricca con Federico Cianciaruso, Riccardo Finocchio,  Martina Giovanetti, Andrea Mammarella, Emanuele Pilonero, e  Clara Sancricca. Uno spettacolo che affronta il tema del perdono… Il titolo, settanta volte sette, nella numerologia religiosa simboleggia appunto il “senza fine”: l’unica misura del perdono è perdonare senza misura… in una società dove il perdono oggi nell’opinione comune soccombe alla logica della vendetta.