Bologna. I detenuti parlano di salute. Da radio carcere

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Condivididi Chiara Pazzaglia
Avvenire, 4 dicembre 2021 Confermata, anche per il 2022, l’iniziativa che coinvolge la Casa circondariale “Rocco D’Amato” e trenta professionisti. Mentre la Casa circondariale “Rocco D’Amato” di Bologna fa i conti con il sovraffollamento e le difficoltà pandemiche, si conferma l’attenzione della direzione e dell’Usi alla salute dei reclusi.Il Sindacato autonomo di polizia penitenziaria ha denunciato al Provveditore dell’amministrazione penitenziaria di Emilia-Romagna e Marche una grave carenza di prestazioni sanitarie, a fronte di un crescente bisogno da parte dei carcerati, che lamentano un peggioramento delle proprie condizioni fisiche e psichiche. Diversi ambulatori sono stati distrutti durante le rivolte di primavera, dovute alla paura dei contagi da Covid e permane la carenza di personale medico e di educatori.Di contro, è stata confermata per il 2022 la diffusione, tra le sbarre, del programma radiotelevisivo, avviato durante il lockdown, che prevede l’intervento di professionisti su temi di prevenzione e promozione della salute. Il programma viene proposto all’interno della trasmissione Liberi dentro, diffusa dalle frequenze di Radio Città Fujiko e su LepidaTu e TeleTricolore.Ora l’Azienda Usl è divenuta parte attiva del progetto, coordinato da Asp Città di Bologna con il coinvolgimento di alcune associazioni, e sostiene con 12mila euro le attività, per proseguire la collaborazione tra istituzioni e volontariato per rafforzare l’integrazione socio-sanitaria. Il progetto ha ricevuto l’apprezzamento del ministro della Giustizia Marta Cartabia.La rubrica Liberi dentro, in un anno e mezzo, ha coinvolto una trentina di professionisti dell’Usi e del policlinico Sant’Orsola affrontando temi come alimentazione, diabete, fumo, salute mentale e dipendenze. Inoltre è stato possibile spiegare la corretta applicazione delle misure di prevenzione per contrastare la diffusione del Covid e di altre malattie infettive.Proposta anche una formazione a distanza per sostenere la necessità di aderire alla campagna vaccinale, anche da parte dei detenuti. Altra funzione della rubrica è indirizzare i reclusi, in vista della loro scarcerazione, perché siano in grado, una volta liberi, di fare ricorso ai servizi sanitari pubblici, cui dovranno rivolgersi in caso di bisogno. Sono state trasmesse puntate per mostrare come accedere ai servizi ed è stato spiegato come attivare il Fascicolo sanitario elettronico. Il palinsesto della rubrica, gestito dall’équipe sanitaria, prevede puntate dedicate anche agli screening oncologici.

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