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Nata in provincia di Bologna nel 1988, sono una giornalista pubblicista dal 2012. Durante gli studi universitari (Laurea triennale e magistrale in Scienze della comunicazione pubblica e sociale) la passione per l’editoria mi ha spinta presto a inserirmi, prima come tirocinante poi come collaboratrice, presso case editrici, redazioni di giornali e radio, offrendo servizi di scrittura articoli, editing di testi sia per il web sia per l’offline e revisione di bozze. Ad oggi ho completato un Master in editoria (2019) e da dieci anni collaboro come redattrice presso la rivista di attualità ecclesiale e documentazione religiosa Il Regno.

Dal 2019 svolgo attività come formatrice esterna presso il Carcere Rocco D’Amato di Bologna, dove in collaborazione con il l’Ufficio del Garante dei detenuti della Regione Emilia-Romagna ho coordinato, insieme allo studioso arabista e islamologo Ignazio De Francesco, il laboratorio “Religioni per la cittadinanza” rivolto ai detenuti del penale e dell’alta sicurezza. Un’esperienza sfociata poi in un libro, che raccoglie le voci di tutti gli esperti che hanno preso parte al progetto, e nel docufilm del regista bolognese Lorenzo Stanzani Nel bene e nel male. Mentre da settembre coordino un’altra iniziativa laboratoriale rivolta sia ai detenuti delle varie sezioni, sia studenti esterni al carcere (come i Centri per l’istruzione adulti (CPIA), e le scuole superiori di Casalecchio) denominata “Ponte di fiabe”, proprio perché l’intento è quello della valorizzazione della diversità del patrimonio culturale che ci appartiene come individui singoli che fanno parte di una società plurale. Raccogliere le fiabe dei detenuti, come degli adulti stranieri che imparano la lingua nei CPIA metropolitani e degli studenti italiani delle nostre scuole si sta dimostrando fino ad ora il modo più efficace per condividere, in modo semplice, diretto e alla portata di tutti, il carico di attribuzioni di significati/significanti/immagini/suoni che rientrano in quel mondo particolare delle fiabe che ci accompagna fin dall’infanzia.

La mia ispirazione? Jella Lepman e il suo meraviglioso racconto autobiografico Un ponte di libri, una storia incredibile ambientata nella Germania del secondo dopoguerra dove l’autrice e giornalista, inviata come consulente per l’esercito degli USA, istituì la prima Biblioteca internazionale della gioventù. Il suo entusiasmo e la sua voglia di “fare” sono un insegnamento luminoso sul fatto che, anche in contesti difficili come la rieducazione in detenzione, è possibile porre semi di speranza attraverso l’abitudine al dialogo aperto, partecipato, pacifico insieme alla possibilità di istruirsi insieme, leggere e mettere a confronto i saperi – dai testi del Diritto, ai testi delle varie religioni, fino anche alle fiabe e alla letteratura d’infanzia – per promuovere la capacità di trasmettere l’apertura mentale, la tolleranza, il pacifismo.

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